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12632 spettatori per una gara di futsal. "Così ci si sente parte dell'evento"

 21/03/2018 Letto 410 volte

Categoria:    Vari
Autore:    Pietro Santercole
Società:    VARIE




Non si è ancora spento l'eco del WiZink Center di Madrid e quei 12632 appassionati di futsal sotto un unico tetto. Nessun paragone con l'Italia, nessuna invidia, solo una sentita sottolineatura, con tanto di evidenziatore, per uno sport che ormai di minore ha ben poco. Fra quei 12632 spettatori, anche italiani. Tecnici italiani. Alcuni da tener d'occhio perché la scorsa estate nessuno parlava dei Saints Pagnano di Danilo Lemma: l'unico roster capace guidare per lunghi tratti il girone A cadetto, l'unica squadra a tenere il passo della favorittissima L84, prima di arrendersi (con l'onore delle armi) soltanto a tre giornate dal termine. Danilo Lemma c'era nella notte magica madrilena in cui 12632 erano a vedere una partita di calcio a 5, in compagnia di Simone Ghinzani, allenatore del Bra Calcio a 5 e vice ai Saints nella passata stagione.


I SEGRETI DEL SUCCESSO - "Una manifestazione in cui ci si sente parte di un evento sportivo di alto profilo, cosa che purtroppo non sempre accade per il nostro sport". Con la testimonianza dell'allenatore dei meratesi, si entra nei dettagli, che fanno sempre la differenza. "Oltre alla grande cornice di pubblico sono stati altri fattori a rendere speciale questo evento - continua - come la copertura televisiva, la presentazione dell'ingresso delle squadre in grande stile ed anche un piccolo campetto posto appena fuori dal palazzetto che permetteva di improvvisare partitelle tra ragazzini, con tanto di tribuna al fianco". Di primo acchitto, sembra più difficile organizzare una manifestazione con i club protagonisti, rispetto al clamore che può fare una nazionale. Lemma è di parere opposto e offre uno interessante spunto di riflessione. "Onestamente, credo sia più semplice creare un evento con partite fra club, che in partite fra nazionali - spiega - negli eventi tra nazionali, a livello di pubblico, la differenza la può fare la squadra di casa, oppure se ci si trova in un paese dove il futsal è già radicato da molto tempo. In ogni caso, si tratta di un numero veramente notevole anche per una manifestazione sempre molto seguita come la Coppa di Spagna". La #CopaLNFS madrilena ha, dunque, lasciato un segno indelebile nel cuore dei presenti. "Purtroppo per impegni con la mia squadra, ho potuto assistere dal vivo solo alla finale, ma ne é valsa assolutamente la pena - assicura - grazie a Futsalplanet.com ero presente nella tribuna dedicata ai media, nella quale ho avuto l'occasione anche di scambiare pareri con addetti ai lavori ed assistere alla conferenza stampa. Ricorderò sicuramente il calore dei tifosi del Jaén: sembrava fossero loro a giocare in casa".


L'ASPETTO TATTICO - Con un tecnico da tenere d'occhio per il modo in cui sta lavorando, traendo il massimo dal suo roster, impossibile non entrare nell'aspetto tattico. "Ho visto solo una partita dal vivo, le altre tramite Eurosport spagnolo e mi é piaciuta la difesa schierata del Zaragoza - analizza - ho notato anche delle difese particolari sui corner, da parte sia dell'Inter Movistar che del Jaén stesso". Dal generale al particolare, il passo è breve. "Mi è piaciuto molto Carlos Retamar, capitano e leader del Zaragoza. Un giocatore tutt'altro che giovane, classe '82, che conoscevo poco ma che si è dimostrato un autentico trascinatore, capace di giocate di grande livello. Sempre del Zaragoza vorrei citare anche Adrian Pereira, estremo difensore, classe 2000, che ha giocato per via dell'infortunio dei due portieri titolari del Ríos Renovables. Aveva, se non erro, giocato solo 3 partite in LNFS in precedenza, ma contro il Barcellona nei quarti é stato a dir poco fenomenale e in semifinale, seppur sconfitto, si è confermato una piacevole sorpresa". Alla prossima, piacevole, sorpresa: quando quel numero stupendo di spettatori salirà, sarà il successo di tutti, a prescindere dalla location.


Pietro Santercole




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