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Luca Fadda, dai tornei con gli amici a Consigliere della Divisione

 14/12/2017 Letto 540 volte

Categoria:    Vari
Autore:    Pietro Santercole
Società:    VARIE





L’isola del tesoro. Correre dietro a un pallone, dal rimbalzo controllato naturalmente, può essere un gioco talmente passionale da trasformarsi in uno stile di vita, e diventare perfino un lavoro a tempo pieno. Con tanto di ruolo istituzionale. Quando Luca Fadda, a inizio del nuovo millennio, scendeva in campo con i suoi amici, perché non poteva vivere letteralmente “senza correre dietro a quel pallone”, vinceva i tornei con la sua squadra, già pensando in primis a come strutturare la sua società, mai si sarebbe aspettato che 16 anni dopo sarebbe entrato a far parte del Consiglio Direttivo della Divisione Calcio a 5.


Gli inizi – “Eravamo un gruppo di amici delusi dal calcio a 11. Non ci divertiva più. Il futsal è uno sport più dinamico, divertente, si gioca al chiuso e non ci si sporca”. L’ex presidente dell’Elmas ricorda così l’approccio calcettistico. “Sin da piccolo il pallone non doveva mai mancarmi, ho sempre sentito la necessità di calciarlo e tutt’ora mi diletto a giocarci. Con un gruppo di amici abbiamo iniziato a disputare i primi tornei, vincendoli”. L’appetito vien mangiando, così prende vita l’Elmas, una squadra del calcio a 5 regionale capace di sbarcare nel nazionale. “Non dimenticherò mai quel maggio 2009 e quella promozione in Serie B ottenuta a Sestu – ricorda –. Dovevamo vincere per forza all’ultima giornata, ma stavamo pareggiando contro una squadra di metà classifica fino a due minuti dal termine. Siamo tornati a Elmas con le bandiere, trionfanti come una grande squadra di calcio”. Dietro una grande squadra, però, c’è sempre una grande società.


Obiettivo sensibile – “Io ho sempre lavorato nelle associazioni e sono sempre fermamente convinto che il futuro delle società passi per la struttura delle stesse”. Divide et impera, direbbero i sommi maestri latini. “Anche ora, a livello di Divisione, mi sto battendo per la formazione di dirigenti, ne ha bisogno tutto il movimento. Per crescere, bisogna aprire le società”. Così ha lavorato da presidente Luca Fadda, arrivando alla disputa dei playoff cadetti per la A2 con la maschile e fino in Serie A con la femminile. Poi la classica chiamata che ti cambia la vita.


In Divisione – Luca Fadda viene scelto per partecipare attivamente alla vita istituzione di quello sport che ama a tal punto da averlo trasmesso a suo figlio Carol (in onore di Papa Wojtyla) Mattia, un bambino di sei anni che dà i primi calcio al pallone in una scuola di futsal, perché Elmas è stata la prima in Sardegna a costituirla. “Sì, quella chiamata è stata inattesa: non avevo mai pensato a un ruolo istituzionale, ci ho pensato un po’, mi sono preso del tempo ed ho accettato”.


Focus on – Fadda porta subito l’esperienza sul campo, dietro la scrivania, sul territorio. La
formazione di un dirigente è il suo chiodo fisso, importante al pari dello sviluppo delle scuole calcio a 5, del Futsal Lab e delle Consultazioni regionali, che partono proprio da un’isola felice. “Abbiamo ottenuto delle risposte soddisfacenti – continua –. Le consultazioni sono importantissime perché consentono di interfacciarci con le tante realtà del nostro paese, con il fine di soddisfare le esigenze delle società. Noi, d’altronde, siamo stati eletti dai club”. In Sardegna, il seme del futsal ha attecchito da tempo, e ora sta raccogliendo dei frutti. “Prima c’era soltanto il Cagliari come motore trainante – sottolinea Fadda –, ora una bella rotazione di squadre. Abbiamo un movimento in fermento, nel femminile addirittura è in forte crescita, merito anche del Comitato Regionale, che sta lavorando benissimo sugli assetti societari e sui settori giovanili. Qui da noi, comunque, ci sono ampi margini di miglioramento”.


Io e Montemurro – Chiosa sul nuovo presidente della Divisione Calcio a 5, prossimo a festeggiare il primo anno da numero uno del futsal nostrano. “Abbiamo iniziato in sordina, studiandoci a vicenda come giusto che sia – conclude –. Ora devo dire che stiamo lavorando bene. Andrea Montemurro è un presidente che lavora molto, sempre presente in ufficio: sta riversando il suo bagaglio culturale nel futsal. Mi piace descriverlo con due aggettivi: coerente e determinato”.




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