L'Italia conquista l'affetto della Puglia e il Belgio, Menichelli: "Merito dei ragazzi"
Con un travolgente successo sull’Ungheria, battuta ad Andria 9-1, l’Italia ha vinto il Gruppo 1 del Main Round e si è qualificata per l’Europeo 2014. Ecco le dichiarazioni raccolte al termine della gara.
MENICHELLI
Sulla partita con l’Ungheria e sulla vittoria del Gruppo 1 - Si era detto che questo girone di qualificazione all’Europeo era l’appuntamento più importante dell’anno solare e siamo contenti di aver centrato il nostro obiettivo, arrivando primi nel raggruppamento a punteggio pieno, con tre buone prestazioni. E, come sempre quando facciamo qualcosa di buono, il mio primo pensiero va ai giocatori, che hanno disputato un buon Main Round, in particolar modo in questa terza gara. Voglio ringraziare il pubblico, che ci ha sostenuto e che è stato di grande aiuto ai giocatori per il raggiungimento dell’obiettivo; e noi ci siamo impegnati perchè, oltre al risultato, ci sia stato anche tanto spettacolo.
Sul fatto che la partita migliore degli azzurri sia stata proprio l’ultima, nonostante l’avversario era il più ostico dei tre - Noi scendiamo in campo sempre per dare il massimo, ma l’esito della partita dipende anche dall’avversario che ci troviamo di fronte. Nelle prime due partite abbiamo affrontato squadre attente a non subire troppi gol, per poter avere una chance giocando sulla differenza reti. L’Ungheria, invece, aveva un solo risultato a disposizione e quando l’avversario si scopre, noi abbiamo giocatori con capacità tecniche tali da colpirlo.
Sull’ottima fase difensiva, che ha permesso all’Italia di subire solo due reti in tre partite - Noi prepariamo al meglio entrambe le fasi di gioco, senza preferire una all’altra. Certo, il fatto di aver incassato solo due reti, conferma che questa Nazionale è davvero solida. Ma a me piace guardare i numeri e colgo l’occasione per sottolineare quelli a livello generale: in termini di gol subiti, siamo a poco più di una rete a partita.
LEGGIERO
Sull’aver fatto molto bene davanti al “suo” pubblico - Non mi ritengo un profeta in patria: come ha detto il mister, volevamo questa qualificazione e l’abbiamo ottenuta nel migliore dei modi, con una grande partita con l’Ungheria. Ringrazio il pubblico, davvero caloroso nel sostenerci in questi tre giorni e poi la dedica. Questa qualificazione è per Sergio Romano che sarebbe dovuto essere qui, e che per un brutto infortunio non è con noi; a lui va un augurio di pronta guarigione, dicendogli che lo aspettiamo presto.
Sulla sua ascesa dalla Virtus Monopoli alla Nazionale - Ci penso spesso, non solo in questi giorni. Ho fatto tanta gavetta, sono partito dalle categorie più basse, ma sono contento di essere riuscito a ritagliarmi uno spazio in azzurro, sperando di conservarlo il più a lungo possibile. Ovviamente segnare due gol nella mia terra, con questa maglia, è una cosa che mi riempie di orgoglio.
LIMA
Sulla partita e sulla vittoria così larga - Con l’Ungheria è venuta fuori tutta la nostra forza. Non era facile cambiare “casa” passando da Bari ad Andria, non sapevamo se i tifosi sarebbero accorsi numerosi come al PalaFlorio; invece la risposta è stata ottima e io ringrazio tutti perché ci hanno dato una forza in più. Abbiamo affrontato una formazione che aveva un solo risultato a disposizione, ma noi siamo stati bravi dal primo all’ultimo secondo, rispettando gli avversari: non era semplice vincere con questo scarto.
Le dediche - A Sergio Romano, che per l’infortunio non è potuto essere qui, ma anche a Massimo De Luca, che in questi giorni ha perso lo zio, per lui come un secondo papà. E io so cosa vuol dire subire un lutto nel ritiro della Nazionale, visto che anche a me è successa la stessa cosa con mio cugino. E poi a Vampeta, che sta attraversando un momento difficile, anche se sono certo che le cose andranno per il meglio.
Ufficio Stampa Divisione
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