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No Urio, no party. Ingenuo Milano: l'analisi della sconfitta con il Came Dosson

 03/10/2017 Letto 187 volte

Categoria:    Serie A
Autore:    Ufficio Stampa
Società:    MILANO





Il ko a Dosson di Casier viene vissuto in casa del Milano C5 in maniera differente. Dalla serie: il bicchiere è metà pieno ma anche metà vuoto. Nel confronto contro la Came ne è venuto fuori un 6-3 per i trevisani con le ultime due reti nei restanti 3’25” di gioco, ovvero quando, sul momentaneo 4-3, i biancorossi milanesi hanno tentato il tutto per tutto per raggiungere il pari.


LA PARTITA - Milano schiera Tondi in porta, Delgado ultimo al posto dell’acciaccato Urio, Alan e Leandrinho laterali e in avanti Gargantini. Rispondono i padroni di casa della Came Dosson con Vascello tra i pali, ultimo Rangel, sulle bande Murilo Schiochet e Gritti, mentre davanti c’è capitan Bellomo. Inizio forte della Came che pressa alto, ma Milano non si scompone e regge l’urto. Ma al 5′ un disimpegno errato della retroguardia meneghina vede Murilo pronto a battere Tondi e portare sull’1-0 i suoi. I ragazzi di Daniele Sau non ci stanno e tirano fuori la testa dal guscio impegnando Vascello in più occasioni. Così giunge il meritato 1-1 sugli sviluppi di un calcio d’angolo al 12′ in cui Alan risolve in rete una carambola accesa in area di rigore. A questo punto la gara si fa più aperta e divertente anche perché la Came ripassa avanti mezzo minuto più tardi, 12’32”, di nuovo con Murilo che piazza un ottimo tiro sul suggerimento del compagno Rangel, bravo a recuperare palla, e qui un’altra ingenuità del Milano, e mettere in condizioni il compagno di battere a colpo sicuro. Anche sotto di 2-1 Milano reagisce alla grande mentre la Came cala di intensità. Il più pericoloso tra i biancorossi è Leandrinho che prima spaventa Vascello con un tiro a fil di palo, e a pochi secondi dalla sirena del primo tempo impatta con la sua solita azione personale a tagliare campo e avversari per poi concludere in rete. Un 2-2 giusto, in cui la Came Dosson ha fatto la partita mentre Milano è uscita piano piano, prima reggendo la pressione avversaria e poi rispondendo alla grande sulle due situazioni di svantaggio. Nel secondo tempo, però, tutto cambia già dai primi minuti di gioco. In meno di sette minuti, infatti, la Came balza sul 4-2 grazie alle marcature di Grippi: la prima su azione da calcio d’angolo, mentre la seconda al termine di un’azione personale che lo porta a concludere indisturbato nei pressi della porta avversaria. Il doppio vantaggio sembra annichilire il Milano che, invece, ha le forze e la tenacia di rispondere anche in questo caso, così come accaduto nel primo tempo. Grazie a Luca Peverini, ben appostato sul secondo palo a conclusione di una buona manovra, ecco giungere il 3-4 al minuto 7’50” che di fatto riapre il match. E’ da qui agli ultimi quattro minuti finali che il Milano tenta il tutto per tutto. La Came è costretta a difendersi dalle sfuriate biancorosse, ma i milanesi non riescono a trovare la via del gol. Il punteggio rimane tale fino agli ultimi minuti di gioco, anche se prima arriva l’espulsione di Tondi colpevole di aver travolto Japa fuori dall’area di rigore (molti dubbi sul cartellino rosso, poteva starci solo il giallo). La svolta, comunque, arriva a cinque minuti dal termine dell’incontro con l’ingresso del quinto uomo di movimento per il Milano. La Came difende ordinata e, allo stesso tempo, punisce la strategia di gioco atuata da Mister Sau. Protagonista sempre Murilo che con due precisi tiri fissa lo score sul 6-3 finale.


C'E' DA LAVORARE - Milano non ha giocato una brutta partita, soprattutto nel primo tempo, ma ha ancora molto da lavorare in certe situazioni di gioco, nelle quali sono affiorate delle ingenuità poi si pagano a caro prezzo in questa categoria. Sabato prossimo al Palasport di Sedriano (via Allende) ci sarà la Lazio, reduce anch’essa da un brutto stop interno contro il Real Rieti (1-3).


Ufficio stampa Milano




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