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Ramiro torna a Lupari da avversario. "Bei ricordi, ma col Pesaro me la gioco"

 21/10/2017 Letto 197 volte

Categoria:    Serie A
Autore:    Ufficio Stampa
Società:    PESARO





L'INTERVISTA - Tranquillità nonostante la prima sconfitta, amarcord, confronto con un connazionale iberico. Sensazioni che s'intrecciano e s'intersecano nel ritorno di Ramiro a San Martino di Lupari. Passato e presente per un futuro migliore. "Non c'è stato nessun dramma per la sconfitta con l'Acqua&Sapone. Loro hanno mostrano i propri muscoli, ma il distacco così ampio è dato dal fatto che abbiamo rischiato con il 5vs4. Ci sta perdere con loro, anche se non fa mai piacere - prosegue il galiziano - noi siamo una squadra in costruzione che prova sempre a giocare".


IL PASSATO NON SI DIMENTICA - Luparense-Pesaro e un minimo comun denominatore: Ramiro Lòpez Diaz, tornato nel Belpaese dopo l’esperienza in Kuwait con tanto di “scudetto”. L'entrenador di Vigo è stato uno dei primi coach della Luparense, nell’era ante Velasco. Correva la stagione 2004-2005, quella della tragica scomparsa di Corrado Roma, continuata proprio da un giovane Ramiro, capace di portare i Lupi a un passo dalla finale scudetto, dopo aver eliminato l’Arzignano, prima di inchinarsi in gara-3 delle semi con la Roma Futsal. 12 anni Ramiro torna a Lupari da avversario. "E' passato tanto tempo - sorride - la Luparense è stata la mia prima squadra in Italia, conservo bei ricordi, è un piacere per me tornare lì". Il passato non si dimentica, ma il presente va vissuto sotto un'altra ottica.


IL PRESENTE - Ramiro ha le idee molto chiare sulla prossima rivale dei rossiniani, studiata nei minimi dettagli. "Incontriamo una squadra che ha cambiato tanto, David Marìn ha bisogno di tempo - analizza - ma può contare sulla stessa ossatura della passata stagione. Il nome che porta che la Luparense fa sempre la differenza, è una spinta in più. Ricordiamo, poi, che è stata la prima squadra a imporre il pari al Barcelona. Non sarà per niente facile, ma ce la giochiamo". Occhi puntati sullo spauracchio Rafinha, ambientatosi alla grande all'esordio in Serie A. "Giocatore da 10 - assicura - in campo e fuori".


FUTURO PROSSIMO - Pesaro senza Boventura, ma con un Bichinho (finalmente) in più nel motore. Chissà se Ramiro cambierà qualcosa tatticamente. "Senza Boaventura perdiamo un po' di compattezza, ma guadagniamo nella fase offensiva". Già, Bichinho ha grandissime referenze internazionali e può fare la differenza, proprio come Rafinha. "Quando lo andavo a vedere in Kuwait mi piaceva sempre, una delizia per gli spettatori. Il problema - sorride - il problema è che io devo pensare a trarre il massimo da lui in campo. Che giocatore è? Più tecnico che tattico, ha una qualità sopraffina". Luparense avvisata, mezza salvata.


Pietro Santercole




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