skin adv

Esonero Cipolla, quando i risultati non bastano. "Napoli, nessun rimpianto"

 24/10/2017 Letto 1548 volte

Categoria:    Serie A
Autore:    Pietro Santercole
Società:    NAPOLI





IL CASO - I motivi che hanno indotto la prima squadra del G14 a sollevare l'allenatore dal proprio incarico nella 35esima edizione della Serie A, si possono soltanto immaginare. Si potrebbe pensare a un rapporto già scriocchiolante questa estate (LEGGI QUI) con tutti quei dubbi che hanno accompagnato il suo rinnovo, prima ancora di iniziare una stagione basata, a conti fatti, su delle fondamenta costruite sulla sabbia, spazzate via alla prima alta marea. Si potrebbero ipotizzare problemi di spogliatoio, o chissà cos'altro: i veri motivi, in fondo, li sanno soltanto i diretti interessati. E poi?

SPUNTI DI RIFLESSIONE - L'esonero dell'emergente coach cosentino, comunque, offre degli spunti di riflessione. Spunti che partono da una citazione, ripetuta più volte da un certo Roberto Mancini: "L'allenatore è un uomo solo, solissimo". Quando le cose vanno bene il merito è dei giocatori, quando i risultati non arrivano la colpa ricade sempre su quell'uomo solo, perché in fondo è più facile mandare via solo un uomo, anziché un gruppo compatto. L'esonero di Francesco Cipolla è anche un monito a tutti i suoi colleghi, di tutte le categorie: i risultati non bastano a saldare una panchina traballante. Già, l'ex Cosenza e Atletico Belvedere ha semplicemente riscritto la storia del Napoli, passando da una squadra che lottava per i play out a una delle big del futsal nostrano. Un Napoli che lo scorso anno, con una formazione di tutti rispetto ma nulla più, ha praticamente dominato un intero girone di andata, partecipando a tutte le competizioni possibili, immaginabili: solo come Pescara, Luparense e Acqua&Sapone (con roster, sulla carta, nettamente superiori) hanno saputo fare: semi di Winter Cup, quarti di Coppa Italia, addirittura gara-3 delle semifinali scudetto (a quasi una decade dalla sfida con l'Arzigano) a un passo dall'Europa, facendo tremare il Pescara. Il ruolino di marcia di quest'anno parla di 8 punti in 5 gare, a -4 dalla vetta, unica squadra ad aver sconfitto la capolista A&S, con la miglior difesa della Serie A se non ci fosse stata la disastrosa trasferta di Dosson, nonostante l'esonero non ci sia stato lì, ma la giornata successiva, dopo un successo "sporco" (come si dice ora per le partite dove non si brilla) con la Lazio, ma pur sempre dopo un successo. Numeri e risultati, insomma, non sono bastati a trattenerlo in Serie A. Decisione giusta o sbagliata, è uno spunto di riflessione.


IL SALUTO - Aspettando il possibile arrivo di Tiago Polido (LEGGI QUI), un'oggettività in questa storia c'è. Cipolla incassa l'esonero da gran signore. "Ci lasciamo più maturi e forti rispetto a quando ci siamo incontrati - posta il tecnico calabrese, direttamente propria pagina facebook - nessun rimpianto: ho dato il mio meglio ogni giorno. Nessun rancore. Grazie Napoli". Non serve aggiungere altro.


Pietro Santercole 




COPIA SNIPPET DI CODICE