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Francesco Agus esce allo scoperto: "Ripescateci in A2 e faremo grandi cose"

 21/05/2013 Letto 942 volte

Categoria:    Serie B
Autore:    Stefano Raucci
Società:    PAOLO AGUS





C’è grande fermento dentro il Paolo Agus. Il club sardo, che presto come anticipato la scorsa settimana cambierà nome in Città di Sestu, attende soprattutto di sapere se la domanda di ripescaggio avrà un seguito. Da lì si definiranno strategie, operazioni di mercato ed anche il programma della prossima stagione. Aspettano dirigenti, giocatori, staff tecnico e tifosi. Aspettano di sapere che stagione sarà, che futuro attende il club caro a Francesco Agus. Il quale, sotto sotto, sta già lavorando. Con la speranza che sia A2.


"NO IMPREPARATI" - Lo dice chiaro il team manager. Quella serie A2 solo sfiorata sul campo, nonostante una seconda parte di stagione molto positiva, si spera di ritrovarla nelle prossime settimane. Per premiare il lavoro, gli sforzi, i sacrifici svolti e quell’entusiasmo che fa da traino motore a sogni e ambizioni tutte da scoprire. “Sappiamo già cosa fare, non ci faremo trovare impreparati soprattutto se arriverà l’accoglimento della nostra domanda di ripescaggio. Ci sono sponsor, soprattutto, che attendono. Giocare in A2 darebbe anche a loro una visibilità più elevata ed importante, è logico. E se avremo modo di misurarci con la categoria superiore, faremo del nostro meglio per essere competitivi e all’altezza della situazione. Noi siamo pronti, faremo tutti i passi necessari in Divisione, con la speranza che si possa giocare in serie A. La società è ben strutturata, l’esperienza non ci manca, la voglia nemmeno. E stiamo lavorando anche per un nuovo palazzetto dello sport, che accolga le partite casalinghe dalla prossima stagione e che sarà a norma anche con i parametri necessari per giocare in serie A1. Insomma, non stiamo con le mani in mano e abbiamo tanta voglia di fare”.

IL PIANO B - E’ chiaro che è allo studio attualmente anche una sorta di piano alternativo, se mai la richiesta di ripescaggio non dovesse essere accolta dagli organi competenti. “Dovessimo restare in B – dice Francesco Agus -, ovviamente le cose un pochino cambierebbero. Nel senso che faremmo valutazioni ed investimenti diversi. Ma non vogliamo nemmeno pensarci, al momento. Crediamo di avere tutte le carte in regola per ottenere un riconoscimento alle nostre ambizioni. E’ chiaro che in serie B non ci sarebbero investimenti particolari ed anzi, in virtù della crisi che avanza e del mancato nuovo introito di nuovi sponsor, potremmo anche essere costretti a fare dei tagli dolorosi”.


Stefano Raucci





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