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Mascia e la finale: "Che bravo Iodice! Occhio allo Statte, ha sette vite"

 22/05/2013 Letto 686 volte

Categoria:    Femminile
Autore:    Manuela Bartolotta
Società:    ALEX ZULLI GOLD FUTSAL





Altri quaranta minuti di contesa separano l’Az dalla conquista di quello che potrebbe essere il primo scudetto della sua storia. Ma come insegna l’ultima finale, quella tra Statte e Reggina, la sfida per laurearsi Campioni d’Italia è ancora aperta e tutto può ancora accadere. In gara 2 le teatine potranno contare su due risultati utili: per conquistare il titolo, infatti, basterà anche un pareggio. Difficile, però, pensare che la squadra guidata da Iodice – in panchina al posto del dimissionario Marcuccitti – possa giocare per un risultato del genere, soprattutto dopo il limpido 8-3 imposto al Pala Curtivecchi.   

GARA-1 – Nel primo atto andato in scena a Montemesola, le due finaliste hanno mantenuto le promesse garantendo spettacolo davanti al folto pubblico presente sugli spalti. L’avvio dell’Az è stato travolgente, dopo 5’ le teatine erano già avanti di tre reti con i gol di Pastorini, Reyes e Blanco. La forza dello Statte, però, è stata quella di colpire alle prime sbavature difensive dell’Az: “Dopo i primi gol – ammette il capitano Marika Mascia – ci siamo cullate un po’ sul risultato e così lo Statte, squadra cinica ed esperta, è riuscito a rimettersi in partita fino a sfiorare il pareggio”. La macchina da gol neroverde, però, ha riacceso presto i motori e il terzo gol di Convertino è stato solo un piccolo break. Di lì a poco Reyes ha centrato la sestina che ha spento definitivamente le resistenze delle padrone di casa. Il tutto con la collaborazione della neo entrata Maione: “Complimenti a Iodice – precisa la numero 1 – sta vestendo perfettamente i panni del mister. È stata molto bravo ad inserire Maione, che si è poi rivelata la nostra carta vincente. Ha fatto la differenza con un’azione da pivot; ha protetto palla aspettando il rimorchio di Reyes e dopo quel gol lo Statte ha accusato il colpo”. Marzella ha provato a scuotere le sue giocatrici schierando il quinto uomo, ma stavolta le teatine non si sono lasciate soprendere: “In settimana – spiega Mascia – abbiamo lavorato molto su questa soluzione. Abbiamo cercato di migliorare quegli aspetti che erano un po’ mancati nella semifinale contro il Sinnai. In queste partite è il dettaglio a fare la differenza, il livello è talmente alto che un errore può cambiare una partita”. Questi i segreti del meritato successo: “Siamo riuscite ad imporre il nostro ritmo – prosegue il capitano – e a non adattarci al gioco delle avversarie. Siamo state compatte fino all’ultimo e la nostra tecnica è venuta fuori. Tutte le giocatrici scese in campo, cambi compresi, hanno disputato un’ottima gara e questo ha fatto la differenza. Complimenti anche allo Statte, che ha un pubblico davvero eccezionale”.

AL SANTA FILOMENA – Il capitano, però, mette in guardia le sue compagne dalle insidie della gara di ritorno: “Non ce l’abbiamo ancora fatta. Con lo Statte non bisogna mai stare tranquilli, è come un gatto, non muore mai. Hanno sette vite e quando è il momento riescono sempre a castigarti. Dobbiamo rimanere concentrate fino alla fine”.

Manuela Bartolotta





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