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Ciampino, il sogno di Palladini per l’U13. “Voglio far maturare i ragazzi”

 29/01/2020 Letto 264 volte

Categoria:    Serie C1
Autore:    Marco Panunzi
Società:    REAL CIAMPINO





Chi coltiva i talenti della realtà aeroportuale è Marco Palladini, a lui è stata affidata la gestione dei ragazzi dell’Under 13, una delle compagini che sfornerà i campioni del domani per il Real. Oltre alla tecnica e alla tattica, anche disciplina, rispetto, sacrificio e impegno: queste le linee guida del suo lavoro.

IL PROFILO – “Oramai sono più di 10 anni che sono all’interno del mondo del futsal. Ho allenato in tutte le categorie giovanili regionali ed Èlite fino all’Under 19; quest’anno, per miei impegni personali, sono voluto tornare tra i più giovani accasandomi al Real Ciampino”, si descrive così Marco Palladini, tecnico dell’U13 del Real. Un passato da portiere nel calcio in interregionale e poi diversi anni nel futsal, a seguire l’ingresso nel mondo degli staff dietro le quinte come istruttore e allenatore. A metà febbraio di due anni fa consegue la qualifica come Allenatore di Calcio a 5, assieme a nomi del calibro di Caleca (una delle leggende la cui maglia è ospitata a Coverciano), di Martin Cortes e Gayardo (giocatrici del Cagliari nella massima serie). Oggi si dedica alla crescita di uno dei settori della linea verde ciampinese. “Ho un bel gruppo e tanto da insegnare. Finora siamo protagonisti di un buon campionato, con ottime prospettive di crescita. Quindi sono contento. I miei sono ragazzi che devono imparare a muoversi nello spazio e migliorare nella tecnica e nella lettura delle situazioni di gioco: come detto c’è da lavorare ma comunque i ragazzi apprendono in fretta”.

IL SOGNO – Quello delle giovanili è un mondo affascinante. Un mondo da costruire giorno per giorno: e il bello è che le attività di costruzione e di modellamento sono direttamente proporzionali all’età degli atleti, più i ragazzi sono giovani e più sono modellabili. Per questo il lavoro di Marco spazia su moltissimi fronti. “Il mio sogno è farli innamorare dello sport e fargli raggiungere gli obiettivi che si pongono, aiutarli a crescere e a maturare come ragazzi e come giocatori. Poi sto lavorando molto sulla testa e sulla tecnica perché sono i problemi che finora si sono maggiormente evidenziati. Ma sicuramente spingo molto su disciplina sportiva, rispetto, sacrificio e impegno, cose che sarebbero da insegnare anche ai genitori: insomma tutto quello che serve per essere un agonista”. Linee guida condivise con il tecnico della prima squadra, del resto. Tra i due c’è una conoscenza profonda e trovare punti di contatto non è affatto difficile: l’amore poi verso i lavoro con gli atleti giovani è denominatore comune. “Con Fabrizio Ferretti abbiamo cominciato insieme la nostra esperienza da istruttori, anni fa. C’è un ottimo rapporto tra noi, fatto di schiettezza e sincerità sia da parte mia che dalla sua: abbiamo sempre avuto un dialogo costruttivo, in ogni situazione che abbiamo affrontato. Normale che le linee guida siano molto simili”. Sicuramente questa è la strada migliore per inseguire i sogni.


Marco Panunzi




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