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Zagarolo, Riccomagno punta il dito: “Stanchi della classe arbitrale”

 13/02/2020 Letto 289 volte

Categoria:    Serie C2
Autore:    Alessandro Pau
Società:    CITTA DI ZAGAROLO





Mauro Riccomagno non ci sta: squalificato per un turno per fatti avvenuti ampiamente dopo il termine della sfida pareggiata per 3-3 sul campo dell’Atletico Lodigiani, il tecnico del Città di Zagarolo si scaglia contro la classe arbitrale della categoria.

LO SFOGO - Nell’ultima giornata, il Città di Zagarolo ha impattato per 3-3 sul campo dell’Atletico Lodigiani. Un match divertente, giocato all’insegna del fair play, visto che tra i protagonisti in campo regnava grande amicizia e rispetto reciproco. A scaldare gli animi, a detta di Mauro Riccomagno, è stato il direttore di gara: “Sin dal primo minuto di gioco, ha intimorito i giocatori di entrambe le squadre, minacciandoli con possibili sanzioni - spiega Riccomagno -. Nonostante il clima molto tranquillo tra le squadre, qualche elemento ha accusato questo nervosismo, cadendo nella trappola e ricevendo il cartellino. Tra questi, anche un nostro giocatore che è stato espulso: non protestiamo per l’espulsione, per la quale abbiamo ripreso il nostro tesserato, ma piuttosto per il comportamento dell’arbitro, che ha portato i giocatori a perdere il lume della ragione. Non vogliamo assolutamente criticare l’operato sotto il lato tecnico: gli arbitri sono preparati, e l’errore può starci, come capita agli allenatori e ai giocatori; la critica è rivolta invece al modo in cui i direttori di gara si rivolgono ai componenti della rosa e ai mister. Spesso cercano di imporre la loro autorità anche quando non serve, anche in partite tranquille come quella di sabato scorso”. Riccomagno si sofferma poi sulla sua qualifica: “Quando ho letto il mio nome sul comunicato della giustizia sportiva, sono rimasto esterrefatto - commenta -. Il match era terminato da circa venti minuti quando, con modo garbato, stavo spiegando il mio punto di vista all’arbitro riguardo alcune decisioni prese in partita. Non d’accordo con quanto affermato da me, mi ha voltato le spalle andando via, dichiarando di dovermi ritenere espulso per un gesto commesso con la mano. Non comprendo assolutamente questa decisione: con la mia esperienza, da allenatore e gestore di questa società, non mi sono mai permesso di imporre il mio pensiero né di rivolgere espressioni ingiuriose verso i direttori di gara. Io, come mio fratello, diamo sempre il giusto esempio ai ragazzi: questa è una situazione irreale”. Il tecnico dello Zagarolo rincara la dose: “Le società di questo campionato meritano più rispetto: vogliamo assistere a delle partite in cui gli arbitri facciano il proprio lavoro col sorriso, creando empatia trai giocatori, senza seminare odio o rancori: ne gioverebbero tutti. La situazione deve cambiare: questi atteggiamenti autoritari hanno stancato”.


Alessandro Pau




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