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È giusto o no riprendere i campionati? Il parere dei club del girone A di Serie C1

 18/03/2020 Letto 1429 volte

Categoria:    Serie C1
Autore:    Redazione
Società:    VARIE





La pandemia da Coronavirus ha sconvolto la nostra quotidianità, costringendo anche l’intero sport italiano a fermarsi: l’universo del futsal laziale si è necessariamente adeguato e resterà ai box, come tutti, fino al 3 aprile. Ora è il momento dell’incertezza e degli interrogativi: la stagione potrà riprendere? Nel caso, quando e come si tornerà in campo? Nel quadro di una situazione in continua evoluzione, così si sono espresse le società del girone A di #SerieC1Futsal.

VIRTUS PALOMBARA
Tonino Tomassetti (presidente):
“La salute viene prima di tutto in questo periodo. L’ultimo pensiero lo rivolgo al calcio a 5, ma, essendo presidente di una società, mi aspetto dal Comitato la giusta decisione. Ritengo che, dopo più di un mese di inattività e con gli stranieri che tornano a casa, non sia possibile riprendere le attività agonistiche. Sarebbe un campionato falsato, la mia idea è di chiuderla qui”.

EUR MASSIMO
Andrea Cirillo (presidente)
: “Sperando che l'emergenza termini al più presto e che la sicurezza sanitaria sia garantita, il Comitato deve essere chiaro. Se il “blocco” terminerà il 3 aprile, dovrà dirci quando giocheremo; stessa cosa se terminerà il 10 aprile o in un'altra data. Ci aspettiamo chiarezza anche sulle modalità dei playoff: diventa importante sapere se, come e quando si disputeranno”.

REAL FABRICA
Roberto Rossi (presidente):
“Ci adegueremo alle decisioni prese dagli organi competenti. Se si deciderà di ripartire, sarà importante permettere a tutte le società di rimettersi in condizione, garantendo almeno 15 giorni di allenamento. Vista la situazione, però, pensiamo sia più giusto fermarsi definitivamente o disputare solo playoff e playout, limitando così lo spostamento di troppe persone per la regione. In caso di stop definitivo, meritiamo la B in quanto siamo l'unico club, al momento, ad aver vinto un titolo sul campo, quindi, rispetto ad altri, abbiamo più diritto alla promozione”.

SPES POGGIO FIDONI
Simone Donati (capitano):
“La domanda è: si possono dare sicurezze sulla non pericolosità sanitaria degli incontri e degli stessi allenamenti? Purtroppo non c’è un rischio 0. È giusto per una passione mettere a rischio tante persone che abbiamo a casa? Per me no. C’è sempre l’anno prossimo: le scelte responsabili di oggi ci assicurano il domani”.

ARANOVA
Gianni Fasciano (allenatore):
“La premessa doverosa è la speranza, per la salute di tutti, che questa pandemia finisca. Noi non vediamo l’ora di ripartire, lo sport è vita”.

VIGOR PERCONTI
Matteo Perconti:
“Sarebbe bellissimo poter riprendere il campionato quando tutto ciò sarà finito, ma dobbiamo fare i conti con la fattibilità: mi rendo conto che, se si andasse troppo oltre, potrebbe non essere possibile per tutti proseguire. Noi, comunque, siamo d’accordo nell’andare avanti, speriamo che si riesca a chiudere la stagione in tempo, magari giocando due gare a settimana. Qualora si ripartisse a metà aprile, entro fine mese terminerebbe la regular season e a maggio si potrebbero disputare i playoff”.

CASAL TORRACCIA
Lino Di Mariano (direttore generale):
“Abbiamo sospeso ogni attività sia delle categorie agonistiche che della scuola calcio fin dal 7 marzo: riteniamo che la salute sia il valore primario. Non nascondo che quotidianamente mi arrivano segnali dai nostri atleti: scalpitano per tornare a vivere l’esperienza del calcio a 5, che adesso giocoforza è fermo. Non sappiamo quanto ancora si dovrà tenere bloccata l’attività, ma di una cosa si può essere certi: un minuto dopo che le autorità avranno dato il loro consenso, i nostri campi si riempiranno nuovamente dei ragazzi e delle ragazze che scalpitano per poter concludere, al di là delle classifiche e dei risultati, la propria stagione e tornare ad assaporare le emozioni di questo sport”.

ATLETICO GRANDE IMPERO
Boris Mancini (team manager):
“La priorità è la salute di tutti: atleti, staff tecnico e societario, tifosi e appassionati di questo bellissimo sport. Siamo in attesa delle decisione della LND, ma speriamo di tornare in campo al più presto”.

REAL FIUMICINO
Giuseppe Picciano (presidente):
“Ovviamente il campionato e il campo mancano a tutti, ma in questo momento molto delicato bisogna restare calmi e dare precedenza a cose più importanti. Personalmente, sono molto preoccupato per il dopo: alcune società andranno in difficoltà sia rispetto alle scuole calcio che agli sponsor, quindi mi aspetto un futuro problematico. In ogni caso, prima viene la salute, poi la ripresa dell’attività”.

ATLETICO 2000
Ernesto Catapano (direttore sportivo):
“Ci rimettiamo alla decisione presa da LND e FIGC di interrompere l’attività. Chiaramente ciò dispiace dal punto di vista sportivo, ma crediamo che questo aspetto passi in secondo piano rispetto all’emergenza sanitaria e alla salute. Dobbiamo resistere un altro po’ di tempo nella speranza di tornare ad allenarsi e a giocare”.

TORRINO
Piero Cucunato (presidente):
“Ci rimetteremo alle decisioni della LND, sottolineando, però, come - a causa della pandemia da Covid-19 - all'interno del gruppo, della società e di tutto l'ambiente non ci sia più lo spirito sportivo di prima a continuare questo campionato, tenendo conto soprattutto dei potenziali futuri pericoli”.

VIRTUS FENICE
Gilberto Rossi (presidente):
"La mia opinione è che l’emergenza non finirà in tempo utile per la ripresa “regolare” e che il campionato sarà comunque falsato. Non metterei i dilettanti a rischio per concludere a tutti i costi la stagione, noi ci riserviamo ogni decisione al momento in cui saranno note le disposizioni del Comitato".

VALLERANO
Paolo Martino (dirigente):
“Riprendere a giocare sì, ma solo in totale assenza di rischio contagio. La salute di tutti è da anteporre a qualsiasi risultato”.

CORTINA
Pietro Mantero (presidente):
“Siamo convinti che tutto debba ricominciare solo quando l’intera situazione del Paese tornerà alla normalità. Non è assolutamente necessario forzare la realtà e lasciare spazio a eventuali polemiche. Per quanto riguarda le prime squadre, sinceramente sono in ballo interessi personali ed economici, anche distanti da come il Cortina conduce la propria attività. Per una legittimità del percorso sportivo, sarebbe giusto completare la stagione, ma la nostra è una visione unicamente sportiva, lontana da eventuali interessi personali ed economici. Per quanto riguarda il settore giovanile, penso sia necessario proseguire, allungando i tempi delle fasi nazionali o prorogandole: i ragazzi hanno voglia di tornare in campo e penso che il Comitato e la FIGC abbiano una responsabilità nei confronti delle società, come noi ce l’abbiamo nei confronti dei nostri atleti. Sarebbe giusto che gli organi federali attivino un percorso di sostentamento nei confronti delle varie realtà”.


Redazione
 





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