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#FutsalMiManchi, il weekend di Colucci: “Giorgia, Salmo e quel semaforo rosso…”

 27/03/2020 Letto 491 volte

Categoria:    Femminile
Autore:    Redazione
Società:    PERUGIA





La partita della domenica, un chiodo fisso nella testa di Carola Colucci. Almeno fino a poco tempo fa, prima dell’emergenza sanitaria. Adesso un vuoto immenso, difficile da colmare. Già, perché attorno a quella partita si nascondeva un mondo, un insieme di rituali lunghi un weekend. Un weekend da condividere con Giorgia Catamerò, compagna di squadra (nel Perugia) diventata, col tempo, “la mia spalla nella vita di tutti i giorni”.

SABATO – Carola e Giorgia, un binomio indissolubile durante il fine settimana. “Il sabato e la domenica hanno quasi delle regole fisse”, spiega la numero 3. Lavoro permettendo. “Se Giorgia è libera, il sabato pomeriggio ci vediamo a casa mia. Prima un po’ di Serie A maschile, poi la cena, rigorosamente hamburger e contorno”. Niente sgarri, ma solo a livello di menu, non certo di compagnia. “Solitamente ci sono anche altre amiche con noi, ci piace stare insieme, in gruppo. Il telefono di Giorgia è sempre connesso su Sky per seguire la Lazio o le altre partite di calcio a 11, ma lei interagisce, quindi va bene”. Piccole concessioni, prima di tornare sulla retta via: “La serata prosegue con un film, poi è tempo di dormire. Giorgia di solito si ferma a casa mia, visto che abito a quattro minuti dal palazzetto”. Un vantaggio non da poco in vista della domenica.

DOMENICA – Già, la vicinanza al PalaPellini aiuta. E fa risparmiare: “Alle 14.30 dobbiamo essere là, altrimenti Marta (Mastrini, il capitano del Perugia, ndr) ci fa la multa”. Guai a fare tardi allora, anche perché la scusa della distanza non reggerebbe. I quattro minuti in macchina, però, sono tutti un programma: “Il mio telefono si connette automaticamente al bluetooth della macchina di Giorgia - racconta Carola -. Apro Spotify, metto ‘90 minuti’ di Salmo e cantiamo a tutto volume”. Poi il destino, nella veste di due semafori. I due semafori, puntualmente rossi, che “separano” la casa di Carola dal PalaPellini. “Quando arriviamo al secondo, la canzone di Salmo, come un orologio svizzero, è sempre al minuto 3.12: ‘Allacciate la cintura Lebon al mic’. Sale l’adrenalina, arriviamo al campo, l’ansia scompare”. E lascia spazio alla partita, nel bene o nel male. Poi riparte la giostra, aspettando la domenica successiva. Una domenica che adesso sembra non arrivare mai…


Redazione




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