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#FutsalMiManchi, Varracchio e quella muraglia umana: "Così scelsi il Laurentino..."

 01/04/2020 Letto 424 volte

Categoria:    Vari
Autore:    Redazione
Società:    VARIE





Il calcio a 5 sa regalarti emozioni uniche, emozioni che ogni giocatore porta scolpite nel cuore. L’estremo difensore Emiliano Varracchio (attualmente all’History Roma 3Z), non potrà mai dimenticare la sera del 19 giugno 2018: il giorno che scelse di indossare la maglia del Laurentino Fonte Ostiense.

COLPO DI FULMINE - Tutto era pronto per la finale della Coppa Provincia di Roma tra il Laurentino e la Folgarella 2000, l’atto conclusivo della postseason di Serie D. “Io e i miei compagni di squadra sapevamo che, solitamente, il Laurentino era accompagnato dai propri tifosi, ma quella sera rimasi letteralmente stregato - ammette Varracchio -. Come portiere, entrai in campo per il riscaldamento prima degli altri e, davanti a me, vidi una muraglia umana contornata da striscioni, bandiere e fumogeni”. I gialloverdi, spinti così dal calore dei propri sostenitori, s’imposero con un netto 5-1. “Fu un finale strano per me - prosegue -, perché il bruciore della sconfitta fu assopito dalle splendide emozioni che provai dalla porta. Dopo il triplice fischio andai a congratularmi con tutta la gente del Laurentino, con la speranza di diventare presto un loro beniamino”.

LA SCELTA - Il desiderio di Varracchio si avverò quanto prima: “Dopo un paio di settimane giunse l’ora di scegliere la mia nuova destinazione - spiega -. Ebbi un paio di proposte interessanti, ma, in seguito alle due chiacchierate con mister Di Rocco, scelsi proprio il Laurentino per rilanciarmi”. Quell’anno fu ricco di soddisfazioni per Varracchio. “In Serie C2, contro molte corazzate, vincemmo il campionato - chiosa -. Il nostro gruppo era fortissimo, supportato da tifosi che non smisero in nessun caso di sostenerci. Mai scelta fu più giusta: il cuore e le proprie emozioni valgono più di qualsiasi altra cosa”.


Alessandro Cappellacci





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