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Casi Bruno Coelho e Hozjan: Napoli Futsal di traverso, lettera alla Divisione C5

 09/08/2022 Letto 1725 volte

Categoria:    Serie A
Autore:    Redazione
Società:    NAPOLI FUTSAL




Il Napoli Futsal scende in campo a tutela dei suoi tesserati. Il club flegreo scrive una lettera alla Divisione sui casi Bruno Coelho e Nejc Hozjan, giocatori ancora sotto contratto in procinto di indossare altre maglie, portoghesi e spagnole. La difesa contro i club iberici è abbastanza chiara.

HOZJAN - “Caro Presidente, nel lavoro che, quotidianamente, svolgiamo all’interno delle nostre società ci capita sovente di doverci confrontare con situazioni e personaggi alquanto particolari”. Il club di Serafino Perugino entra nel nocciolo della questione riguardante Hozjan e Bruno Coelho”. “Sono regolarmente tesserati per la mia società e hanno accordi economici depositati dalla scorsa stagione, ma non stanno dimostrando oggettivamente la volontà di rispettarli”. Si comincia con Hozjan, il cui contratto depositato con il Napoli Futsa scadrà il 30 giugno 2025. “Lo scorso 6 luglio ha fatto pervenire la richiesta di CTI dalla federazione spagnola, per conto del club Noia F.S, alla quale, in virtù del citato accordo, abbiamo chiesto alla Figc di rispondere negativamente. Successivamente - continua il Napoli Futsal - il 14 luglio, abbiamo inviato regolare diffida all’atleta in cui lo invitavamo a non sottoscrivere nuovo tesseramento con altre società. In data 4 agosto, avuto certezza che lo stesso si stava allenando con la società Noia Club F.S, abbiamo provveduto ad inoltrare una formale diffida alla società spagnola. Tale atto è stato, inoltre, inviato, per opportuna conoscenza, anche l’Ufficio Tesseramento della Figc. In riscontro, in data 8 agosto, ci è pervenuta una comunicazione, da parte del club spagnolo, nella quale si comunicava l’autorizzazione ricevuta dalla federazione spagnola per il tesseramento dell’atleta anche in presenza di tesseramento ed accordo economico in atto con società di altra federazione.

BRUNO COELHO - Da Hozjan a Bruno Coelho, il passo è breve. Stessa situazione, cambia solo la società, la Polisportiva Benfica. “Bruno Coelho - specifica il Napoli Futsal - ha sottoscritto un accordo economico fino al 30 giugno 2023, regolarmente depositato, e, allo stato attuale, non ha fatto pervenire nessuna richiesta di transfert. Noi però abbiamo avuto la certezza della partecipazione costante agli allenamenti del club S.L Benfica, dal 1 agosto”. Anche in questo caso il Napoli Futsal ha usato la stesso iter. “Abbiamo inviato una diffida personale lo scorso 14 luglio e, successivamente, una diffida anche al club portoghese. Anche di tale procedura è stato doverosamente informato l’Ufficio Tesseramenti della Figc”. Serafino Perugino non ha nessuna intenzione di fermarsi: “La nostra è una ferma opposizione alla concessione del transfer”. Perugino si appella all’articolo 5 degli accordi economici depositati che prevedono, all’Art.5. “Laddove l’atleta, in contrasto con i termini di tesseramento con la società, richieda e ottenga il tesseramento come calciatore, professionista o non professionista, con un club di una federazione estera, sarà tenuto – anche ai sensi di quanto previsto dall’articolo 17 del Regolamento FIFA sullo status e il trasferimento dei calciatori – al pagamento in favore della società di una penale pari al doppio o triplo degli importi complessivamente pattuiti in favore dell’atleta con il presente accordo ( a prescindere che gli stessi siano , o meno, maturati e /o corrisposti).Con salvezza del maggior danno e delle sanzioni sportive applicabili”.

LE CONCLUSIONI - La battaglia del Napoli continua così: “Questa lunga premessa era indispensabile per inquadrare con chiarezza la situazione che ci vede in questo momento quasi impotenti di fronte a Federazione estere che, o per superficialità o per scarsa conoscenza della Regolamentazione attuale o, più semplicemente, per un malcelato campanilismo, sembrano avvallare le scelte delle loro società. E’ una battaglia - tuona Serafino Perugino - che ci potrebbe portare dinanzi alla Fifa, per esigere il rispetto di questi accordi, liberamente sottoscritti, e delle normative che tali accordi sottendono. Siamo certi che sia la Divisione che la stessa Federazione sapranno adeguatamente surrogarci e supportarci, intraprendendo e mettendo in atto tutte le iniziative atte alla risoluzione della problematica esposta e che, di fatto, finiranno per produrre giurisprudenza e casistica.  Solo in tale maniera tutte le Società virtuose dei nostri campionati potranno, non solo, vedere rispettati gli accordi depositati, per tutti i tesserati, ma, anche e soprattutto, avere una normativa precisa di riferimento, a difesa dei propri interessi e del duro lavoro che quotidianamente viene svolto”.




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