L'Orange cala il settebello sull'Aosta. E si guadagna il Championship Point
Un palazzetto caldo. Caldo come sa esserlo solo quando sente che qualcosa di grande sta per compiersi. E tra otto giorni diventerà caldissimo. Di fronte all’Orange Asti una squadra tosta, l’Aosta, orgogliosa della propria cantera, in serie positiva e pronta a vendere cara la pelle. Alle spalle, invece, una sconfitta bruciante al Palacimbro di Sesto che aveva lasciato qualche interrogativo sulla tenuta del gruppo in questo finale di stagione.
PRIMO TEMPO - Dubbi spazzati via in pochi minuti. Pronti e via: Ibra e compagni azzannano la partita fin dalle prime battute, con la fame di chi sa che il destino non aspetta. Ad aprire le marcature è il solito Cannibale, caparbio e spietato nel mettere alle spalle del portiere valligiano la rete dell’uno a zero. Un gol che non è solo un vantaggio, ma una dichiarazione d’intenti. Sbloccato il risultato, la strada si fa in discesa. Pur privi di Vitellaro e del Condor, la squadra non arretra di un centimetro. Sale in cattedra Bisco, che firma una doppietta d’autore, fatta di tecnica e determinazione. Il sigillo di Amico chiude il primo tempo e accende definitivamente il palazzetto: è una sinfonia orange, è un’orchestra che suona all’unisono.
SECONDO TEMPO - Nella ripresa l’Aosta prova il tutto per tutto, inserendo subito il portiere di movimento. Ma la mossa non sortisce l’effetto sperato. La capolista resta lucida, feroce, compatta. Itria, Curallo e l’algoritmo Montauro mettono il ghiaccio sul match, blindando il risultato nonostante la doppietta di Veronesi che prova a rendere meno amara la serata dei valdostani. È una vittoria che pesa, che profuma di traguardo. Ora manca un solo punto nelle prossime tre partite per sigillare un sogno che è lì, a portata di mano. Un sogno che potrebbe diventare realtà alle Idi di marzo. E allora sì, quel palazzetto sarà davvero incandescente.
Ufficio Stampa Orange Asti
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