Feldi Eboli, mirino sulla Coppa Italia: la tradizione rossoblù e un titolo da difendere
Prima l’apprendistato, poi la delusione più grande. Quindi la crescita, fino alla vetta. La storia della Feldi Eboli in Coppa Italia è il racconto di un percorso costruito nel tempo, di avversari diventati compagni e di amici da affrontare, un cammino fatto di cadute, ripartenze e consapevolezze maturate stagione dopo stagione, fino al trionfo che ha riscritto la storia del club.
Il primo capitolo si apre nella stagione 2018-2019, alla seconda stagione in Serie A, le volpi vivono la prima partecipazione alla Coppa Italia. La Feldi inizia a farsi conoscere tra le grandi del futsal italiano, batte il Latina nel turno preliminare e supera per 6-0 a tavolino il Napoli nei quarti, dopo che i partenopei avevano schierato in campo un giocatore squalificato. Lo stop arriva in semifinale contro la corazzata del tempo e grande rivale degli anni successivi, l’Italservice Pesaro. Una sconfitta per 4-3 in una gara combattuta fino all’ultimo secondo, con i rossoblù che lasciano tutto in campo onorando alla grande la competizione. Un passaggio quasi obbligato, una tappa di apprendistato contro avversari più abituati a palcoscenici di questo livello che lascia le prime sensazioni di una potenziale crescita delle volpi.
Dopo lo stop forzato della stagione 2019-2020, causa pandemia Covid, è nel 2020-2021 che la Feldi cambia marcia. Le volpi non si limitano più a essere una cenerentola della competizione: iniziano a crederci davvero. Superano il turno preliminare agevolmente con un 5-0 al Mantova, vincono il derby contro la Sandro Abate Avellino nei quarti e raggiungono di nuovo la semifinale, stavolta contro l’Acqua e Sapone Pescara. Una gara al cardiopalma terminata 4-4, con la Feldi che trova il pareggio a 15 secondi dalla fine con Patias, portando la sfida ai rigori. Sarà decisiva la parata di Carlos Dalcin su Gui, l’attuale pivot delle volpi, ipnotizzato da quello che oggi è il capitano della Feldi Eboli e che quel giorno a Rimini portò per la prima volta nella sua storia i rossoblù a giocarsi un trofeo nell’atto conclusivo. È una cavalcata entusiasmante quella della squadra di mister Alberto Riquer, che però si ferma sul più bello. Sarà ancora l’Italservice Pesaro giustiziere degli ebolitani, in un’altra incredibile gara terminata 5-3 a favore dei marchigiani. La finale persa lascia un segno profondo, di quelli che fanno male ma allo stesso tempo costruiscono identità. È la prima vera consapevolezza: la Feldi può arrivare fino in fondo.
Negli anni successivi quella consapevolezza si trasforma in continuità, ma ci vorrà qualche inatteso passaggio a vuoto per trasformare quel lampo di Rimini in una vera tempesta rossoblù. L’anno successivo le volpi non riescono a qualificarsi alla competizione, mancando il posizionamento tra le prime 8 al termine del girone d’andata, decisivo un avvio complicato che vide anche il cambio in panchina in corsa da mister Serginho Schiochet a Salvo Samperi. Nel 2022-2023 la Feldi riesce a qualificarsi alle Final Four, battendo prima la Came Treviso e poi la Meta Catania con un travolgente 7-1 al Palasele. I ragazzi di Samperi arrivano con grandi aspettative alle gare decisive, potrebbe essere l’anno giusto. Lo sarà, ma in campionato, dove le volpi vinceranno il primo Tricolore. La Coppa Italia, invece, sarà una delusione cocente con la sconfitta in semifinale per 5-3 contro il Real San Giuseppe, poi vincitore della competizione. Al termine della stagione la Feldi raggiunge il picco sportivo nazionale con lo Scudetto, ma quella Coppa resterà un obiettivo da dover raggiungere prima o poi per sentirsi davvero completi.
Nel 2023-2024, un nuovo inciampo: eliminazione ai quarti contro l’Ecocity Genzano, gara terminata in pareggio ma vinta dai laziali in virtù della miglior classifica al momento della designazione del tabellone della competizione. Una beffa che sa di passo indietro e che sembra frenare il percorso, ma in realtà si rivelerà fondamentale per la maturazione definitiva del gruppo. Perché è proprio dalle battute d’arresto che nasce il successo più grande.
Arriviamo così alla scorsa stagione, la Feldi Eboli torna a riaffacciarsi alla Coppa Italia con un’identità chiara, solida, pronta. Con un nuovo allenatore, Luciano Antonelli, che si cimenta per la prima volta con entusiasmo e voglia di dimostrare nel futsal italiano. Con Carlos Dalcin come suo capitano che torna, insieme a Vincenzo Caponigro, a disputare la finale di Coppa Italia con la maglia delle volpi 4 anni dopo. Stavolta il cammino nelle Final Eight di Jesi è perfetto: vittoria contro L84 dopo una serie interminabile di ben 28 rigori, successo in semifinale nel derby contro il Napoli in un’altra partita rocambolesca terminata sul punteggio di 4-3 per le volpi, per arrivare così alla finalissima. L’avversario è ancora il Genzano, che l’anno precedente eliminò le volpi grazie alla miglior classifica. La chiusura del cerchio. In una finale disputata con grande autorità e conquistata per 4-2, la Feldi Eboli solleva al cielo la prima Coppa Italia della sua storia, trofeo su cui mettono la firma le reti di Caruso, Lemos, Selucio e Venancio.
Una vittoria che non arriva per caso, ma come naturale conseguenza di un percorso lungo anni. Oggi, a un anno esatto da quel successo, sono ancora mister Luciano Antonelli e capitan Dalcin a guidare le volpi verso una nuova Final Eight, in programma dal 25 marzo ad Ancona. La Feldi del presidente Gaetano Di Domenico non è più l’outsider di un tempo. È la squadra da battere, la detentrice del titolo, quella che ha imparato a trasformare le sconfitte in esperienza e l’esperienza in vittorie. Difendere la Coppa sarà un’altra sfida, inedita, diversa ma altrettanto affascinante.
Perché arrivare in vetta è difficile. Ma restarci lo è ancora di più.
Ufficio Stampa Feldi Eboli
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