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La Fortitudo celebra la storia di Pomezia: durante la gara con la Meta l'omaggio all'Istituto Ferro

 17/04/2026 Letto 113 volte

Categoria:    Serie A
Autore:    Ufficio Stampa
Società:    FORTITUDO POMEZIA 1957





C’è una frase attribuita a diversi grandi pensatori che oggi suona perfetta per raccontare il senso di ciò che accadrà domani al PalaLavinium: “Un popolo senza memoria è un popolo senza futuro.”
 
Perché nello sport, come nella vita, non si costruisce nulla di duraturo se non si ha rispetto per chi ha aperto la strada. E allora la Fortitudo Pomezia, nel corso dell’intervallo della sfida contro i campioni d’Italia della Meta Catania, renderà omaggio a una delegazione dello storico Istituto Ferro, la prima società capace di portare la Serie A del calcio a 5 nella città di Pomezia.
 
Un momento carico di significato, voluto fortemente dalla società rossoblù e da Patron Alessio Bizzaglia, che ha scelto di unire passato e presente nel segno dell’identità sportiva cittadina. Perché prima della Fortitudo, prima del PalaLavinium gremito, prima delle sfide contro le grandi d’Italia, ci fu un gruppo di uomini che trasformò un sogno in realtà.
 
LA FAVOLA CHE PARTÌ DALLA SERIE D - L’Istituto Ferro fu molto più di una squadra. Fu una scalata costruita con passione, sacrificio e forte appartenenza al territorio. Partendo dalla Serie D, il club riuscì ad arrampicarsi fino alla massima categoria, centrando una promozione che a quei tempi sembrava quasi impensabile per una realtà di provincia.
La stagione 1997-1998 resta scolpita nella memoria degli appassionati: al primo anno in Serie A, Pomezia chiuse con uno straordinario nono posto, conquistando persino l’accesso ai playoff scudetto, fermandosi poi al primo turno. Un risultato enorme per una squadra costruita con un’ossatura integralmente pometina, in un futsal diverso da quello attuale, forse meno globalizzato ma intriso di identità, rivalità genuine e spirito di appartenenza. Nell’annata successiva, 1998-1999, arrivò il quindicesimo posto e la retrocessione in A2. Ma quei due campionati nella massima serie bastarono per scrivere una pagina indelebile della storia sportiva cittadina.
 
FERRO, TROMBETTA E UNA SCELTA CORAGGIOSA - Il patron di quella cavalcata era Gaetano Ferro, figura centrale di un progetto visionario che portò Pomezia sulla mappa nazionale del futsal. In panchina sedeva Enzo Trombetta, tecnico di altissimo profilo, già allenatore della Nazionale italiana di calcio a 5 e vincente ovunque fosse passato. La sua scelta di venire a Pomezia fu tutt’altro che scontata: dopo aver conquistato tutto, decise di rimettersi in gioco sposando una sfida nuova, ambiziosa, vera. Una decisione che racconta bene quanto quel progetto fosse credibile e affascinante.
 
QUELLA SQUADRA CHE FECE SOGNARE - A comporre quella rosa c’erano nomi rimasti impressi nella memoria degli sportivi pometini: il nostro Stefano Esposito, Gianni Mugnaini, il capitano Maurizio Nicchi, Massimo Marcelletti, Massimo Serrecchia, Dante Marcelletti, Riccardo Bordin, Lello Pacioni, il portiere Simone Baldi, Sandro Coppola, Flavio Ciattaglia, Francesco Magi, Fabio Macellari, Chicco Serpietri, Fabrizio Ferro, Sandro Bettini, Massimiliano Piacenti, Maurizio Maniscalco. Nel gruppo di lavoro anche il preparatore atletico Dino Tromboni, mentre tra i dirigenti figuravano Biagino Masone, Maurizio Schiavon, Angelo Monti, Fabio Macellari e Nazzareno Ruffini.
 
STEFANO ESPOSITO - Un dettaglio che rende il tutto ancora più suggestivo: tra quei giocatori c’era Stefano Esposito, oggi allenatore della Fortitudo Pomezia in Serie A. La sua presenza rappresenta uno dei fili più forti che legano quella storia al presente. Esposito scelse di approdare all’Istituto Ferro neopromosso in Serie A provenendo dalla Lazio, dopo aver chiuso la stagione precedente da vice capocannoniere del massimo campionato. Una scelta tutt’altro che banale per un giocatore nel pieno della maturità agonistica, ricercato e reduce da numeri importanti. Decise di sposare il progetto Ferro e di scommettere su Pomezia, credendo nella serietà della società e nelle potenzialità di una piazza allora emergente nel panorama nazionale. A distanza di anni, il destino ha voluto chiudere un cerchio dal sapore speciale: oggi Stefano Esposito è ancora qui, colonna portante del progetto Fortitudo e figura centrale della crescita rossoblù lungo tutto il percorso che ha portato il club dalle categorie inferiori fino alla Serie A. In ruoli diversi, sempre con lo stesso spirito di appartenenza, ha continuato a mettere esperienza, competenza e passione al servizio di una città che ormai lo considera uno dei suoi simboli sportivi.
 
DAL TESTIMONE ALLA CONTINUITÀ - Oggi la Fortitudo Pomezia ha raccolto idealmente quel testimone. Grazie alla guida e agli investimenti di Patron Alessio Bizzaglia, il club rossoblù è arrivato al quarto anno consecutivo in Serie A, consolidando la presenza di Pomezia tra le grandi del futsal italiano. Epoche diverse, contesti diversi, sport evoluto. Ma la stessa ambizione. La stessa voglia di dare lustro al territorio. La stessa maglia da onorare.
 
DOMANI NON SARÀ SOLO UN OMAGGIO -Quello di domani non sarà soltanto un riconoscimento celebrativo. Sarà un abbraccio tra generazioni, un ponte tra chi seminò e chi oggi continua a far crescere il futsal pometino con nuova forza, visione e ambizione. Sarà il modo più giusto per ricordare che ogni traguardo nasce sempre da una prima pietra posata da qualcuno. Senza memoria del passato non esiste futuro. E Pomezia, domani, applaudirà la sua storia.
 
Ufficio Stampa Fortitudo Pomezia
 




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