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Il punto sulla #SerieC. La Coccinella, Coletta: “Il futuro dipende da noi”

 20/03/2020 Letto 368 volte

Categoria:    Femminile
Autore:    Marco Panunzi
Società:    LA COCCINELLA





Il massimo campionato regionale femminile come gli altri è fermo per l’emergenza Coronavirus. Stante l’incertezza sul proseguimento o meno dei tornei, l’occasione è ghiotta per tracciare un bilancio, auspicabilmente parziale, di tutte le squadre della C laziale. Vanessa Coletta tira le personali somme, invitando tutti a dare il loro contributo per rallentare il contagio e, quindi, tornare in campo il prima possibile.

LO STOP – “Favorevole alla sospensione dei campionati, credo che non debbano riprendere fino a che il coronavirus non sia stato strettamente circoscritto. Che senso avrebbe iniziare le attività sportive dopo il 3 aprile se il virus è ancora attivo nel nostro paese? Spero che il governo prima di sospendere il decreto attivo oggi ci pensi molto bene, sarebbe veramente un grande errore rimettere in moto tutto il sistema senza la sicurezza di cui dicevo prima”, in questo modo Vanessa Coletta, presidentessa della società nata grazie al contributo suo e di Mauro Fontemaggi nel 2017, inizia ad esporre il suo punto di vista sulle misure disposte per contrastare l’emergenza Coronavirus. “Sono la prima che vorrebbe uscire con scarpini e tuta, tornare ad abbracciare la mia scuola calcio, la prima squadra, il campo, quel pallone che, ad ognuno di noi, regala emozioni: ma solo quando questo nemico sarà sconfitto. Anche se ciò dovesse significare riprendere tutti i campionati a giugno”. Immaginabile il grande sacrificio della numero uno del club, divenuta anche la guida tecnica di Aiello e compagne dopo l’esonero di Rainone avvenuto a metà stagione. Ma Vanessa interpreta un sentire comune quando parla di questa emergenza. “Credo di parlare per tutte le Coccinelle, è un grande sacrificio: ma se i nostri nonni hanno combattuto nemici visibili, la nostra generazione deve farlo con un rivale invisibile che crea ugualmente paura e morte. Se il sacrificio è quello di stare a casa e aspettare, tutti noi dobbiamo farlo”.

PASSATO... – La pausa offre la possibilità di tracciare un bilancio. La speranza è che questo periodo di riposo forzato sia parziale, che il futuro possa regalare la possibilità di chiudere la stagione e arricchire la somma tirata fino ad ora. “Facendo un un'analisi, come presidente credo di aver sbagliato alcune scelte e indovinato altre: quest'anno fino all'ultimo giorno d'iscrizione non sapevo neanche se avevo giocatrici e mister per poter svolgere la stagione, ma alla fine tre innesti e allenatore sono arrivati quindi abbiamo continuato”. L’undicesimo posto in classifica è figlio degli inizi, in particolar modo: dall’esordio alla 11° giornata messi in cascina soli 4 punti, raccolti in altrettanti pareggi, trend invertito nel bimestre dicembre-gennaio con 15 punti incamerati in 6 gare e poi ribaltato nuovamente negli impegni successivi. “La nostra posizione in classifica è condizionata da tanti fattori: atlete ai saluti per lavoro, infortuni o per mancati chiarimenti con spogliatoio e mister Rainone, persona che, pur essendo validissima, non è riuscita a instaurare un rapporto di gioco con la squadra. Poi dei risultati che, nel girone d’andata, non sono arrivati e da lì la scelta dell’esonero e del mio subentro, per la difficoltà di trovare allenatori che vogliano allenare il femminile a stagione iniziata”. Grandi e piccoli impedimenti insomma, tanti fattori concomitanti di importante rilevanza: Di Lorenzo frattura al naso, Miccio rottura del crociato, Giondi distorsione alla caviglia, situazione che ha obbligato La Coccinella a giocare le ultime gare in sette (Aiello, Campanelli, D'Alessio, Mantese, Strinati) comprese Iavarone e Federico, gli estremi difensori. Merito del sacrificio e della passione, della volontà delle atlete e dell’impegno della presidenza se la stagione si è potuta inoltrare fino a questo punto. “Chi è rimasta mette tutto il possibile per non buttare una stagione che ha come obbiettivo quello di salvarci. Devo dare loro merito che, nonostante le difficoltà a venire ad allenarsi non arrivando neanche a dieci, non hanno alzato i tacchi o scelto soluzioni più facili; ma al contempo dico che solo una grande passione come la mia fa sì che oggi si parli ancora di Coccinella. Forse il nostro gruppo è ancora compatto e non molla perché entrambe le parti sanno che c'è rispetto e sacrifici fatti reciprocamente in nome della passione per il futsal”.

… E FUTURO – Non sembrano esserci grosse speranze di vedere la situazione cambiare in tempo breve. Se le misure sono state finora estese fino al 3 aprile, il governo sta valutando l’intenzione di prorogare le normative del decreto fino al 9 dello stesso mese ma c’è seriamente il rischio che tutto si congeli fino a inizio maggio. Le Coccinelle non si sono sedute sugli allori, si allenano in smart working. “Alla prima squadra è stata data, dalla preparatrice atletica, una tabella di esercizi da fare a casa, sperando che tutte le atlete lo svolgano. Oggi per fortuna c’è anche la tecnologia, che ci può dare una grande mano a fare movimento persino in casa”. La tecnologia non può aiutare però per la ripresa celere dei campionati: per quello serve responsabilità. E Vanessa ne è consapevole. “Credo che dipenda da noi. Se noi capiamo che dobbiamo comportarci in maniera responsabile, uscire solo per lavoro e per prima necessità, possiamo stringere i tempi e fare in modo di non far slittare di mesi tutte le attività e i campionati o chiuderli azzerando completamente tutta la stagione. Voglio chiudere con un #serestoacasacelafaremo”. E potremo presto tornare alle emozioni della Serie C.

Marco Panunzi





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