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Città di Zagarolo, Niceforo giura amore eterno: “Il mio sangue è amaranto”

 16/05/2020 Letto 442 volte

Categoria:    Serie C2
Autore:    Alessandro Pau
Società:    CITTA DI ZAGAROLO





A quasi 40 anni Alessandro Niceforo non ha nessuna intenzione di mollare presa: in quarantena non ha mai smesso di allenarsi per restare al passo dei più giovani, ai quali rivolge anche dei consigli per tornare in forma al rientro in campo.

STAGIONE - Quest’anno il Città di Zagarolo non ha rispettato le attese che la vedevano come una delle candidate ad un posto nei playoff.  Alessandro Niceforo spiega così la stagione amaranto: “Cosa non è andato bene? Ci sono delle situazioni che purtroppo quando non si incastrano bene all’inizio poi è un problema rimetterle in ordine. Forse - afferma -, avevamo troppe aspettative dall’inizio e questo spesso porta a rendere meno di quanto effettivamente si potrebbe fare”.

QUARANTENA - In questi mesi di pausa Niceforo è sempre rimasto focalizzato sul mantenimento della forma fisica per farsi trovare al 100% nel momento del rientro in campo: “Dopo lo stop mi sono sempre allenato, tutti i giorni, in palestra: mi sono concentrato sull’allenamento tecnico e sulla forza sulle gambe per mantenere una tonificazione perfetta, anche perché ho 39 anni e devo allenarmi sempre bene per restare al passo”. Un messaggio forte anche per i più giovani, che devono prendere esempio da chi, come Niceforo, ha esperienza da vendere: “Ai miei compagni dico di stare tranquilli. Anche loro si allenano tutti i giorni. Chiedono sempre quando ci rivediamo e quanto torneremo ad allenarci. Ho detto loro di stare tranquilli e che presto torneremo. Inoltre, gli ho consigliato di restare sempre concentrati sulla ripresa e sulla preparazione fisica, perché altrimenti al momento del rientro in campo non sarà facile”.

FUTURO - Nel futuro di Alessandro Niceforo c’è ancora il Città di Zagarolo. Non solo da giocatore, ma anche da allenatore dei più piccoli, ruolo che già ricopre: “Il mio cuore è ormai da sempre dello Zagarolo, da quando sono arrivato qui. Il mio sangue è amaranto. Ringrazio Marco e Mauro Riccomagno, che ormai sono la mia famiglia, il mio papà e la mia mamma! Loro sono casa mia, così come tutto Zagarolo, dal paese ai genitori dei bambini che ho allenato. Fedeltà assoluta a questi colori”.


Alessandro Pau
 





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