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#futsalmercato, Milano: fiducia in Santagati. "Marco Peverini il mio esempio"

 03/07/2020 Letto 103 volte

Categoria:    Serie A2
Autore:    Ufficio Stampa
Società:    MILANO





Il Milano calcio a 5 ufficializza la permanenza in maglia biancorossa di Fabian Santagati. La mascotte del Milano diventa grande. In prima squadra da quando era un ragazzino spensierato, Fabian oggi è un diciottenne con le idee molto chiare e sul quale la società pone molta fiducia.
 
Diciott’anni, come ti è cambiata la vita?
“Da quando ho compiuto la maggiore età mi sento molto più responsabile e autonomo. È un’età di passaggio che ti conduce all’età adulta, dove inizi a prendere decisioni fondamentali per il percorso di vita che vuoi intraprendere. Sfortunatamente non me li sono goduti a pieno i 18 anni in questi mesi molto difficili di lockdown ma, adesso che ho finito la scuola superiore, posso concentrarmi su quello che sarà il mio futuro”.
 
Ormai da anni sei in prima squadra, quanto hai imparato? E quale giocatore ti ha insegnato di più o ti ha ispirato?
“La società e in particolare il mister mi hanno dato la possibilità di allenarmi in prima squadra fin da quando avevo 15 anni. È stata la mia fortuna perché ho imparato molto da giocatori straordinari. Ho ancora tantissimo da apprendere, io do il massimo in ogni allenamento e cerco di osservare bene i miei compagni che hanno molta più esperienza di me. In particolare cerco di seguire l’esempio di Marco Peverini, che è cresciuto in modo esponenziale negli ultimi due anni, e che in ogni allenamento cerca di darmi sempre nuovi consigli, così come il mister e il resto della squadra”.
 
Quanto è difficile stare in una categoria come la A2?
“La serie A2 è una categoria molto difficile, ci sono squadre molto competitive con giocatori importanti. L’anno scorso è stata la mia prima vera stagione in prima squadra e l’impatto con la categoria è stato abbastanza faticoso. Con il proseguire delle partite però ho acquisito consapevolezza nei miei mezzi e soprattutto nella seconda parte di stagione ho fatto bene. Quest’anno le partite le affrontavo con più sicurezza rispetto l’anno precedente, anche se i primi mesi sono stato tormentato da un infortunio che mi ha penalizzato. È stata una stagione fantastica a livello collettivo e molto strana a livello individuale: non sono soddisfatto del mio apporto alla squadra in questa stagione, sono convinto di poter dare di più”.
 
Quanto ti è mancato il futsal?
“La mia ultima partita risale al primo febbraio, le seguenti 3 partite le ho dovute saltare per squalifica e già vedere i miei compagni da fuori lottare in campo è stato molto dura.. La settimana in cui dovevo rientrare a giocare ci è stato comunicata la sospensione del campionato ed ero molto triste, avevo voglia di dimostrare a me stesso di poter dare di più. In questi mesi difficili mi è mancata molto la mia quotidianità, e soprattutto il Futsal, lo spogliatoio e le partite; ci stavamo giocando il primo posto per la promozione in A1. Ho voglia di tornare sul parquet il prima possibile per tornare ad allenarmi al massimo per preparare la prossima stagione”.
 
Fisicamente hai risolto i tuoi problemi?
“I problemi fisici che purtroppo hanno caratterizzato queste due stagioni li ho fortunatamente superati. In questi mesi di quarantena ho lavorato molto da casa per prevenire eventuali infortuni e spero di non averne più per più tempo possibile”.
 
Dal prossimo anno cosa ti aspetti?
“Non vedo l’ora che inizi la prossima stagione, ho voglia di riscattarmi personalmente dall’opaca stagione scorsa. Spero di vivere le emozioni che ho provato lo scorso anno a livello collettivo e sono sicuro che con i compagni, i quali fanno parte della mia seconda famiglia, daremo tutto sul campo come abbiamo sempre fatto per onorare la prima squadra di Milano”.
 
SAU “Fabian è una promessa del Milano e del calcio a cinque lombardo – è l’apprezzamento di mister Sau – Sono già tre anni che da parte della prima squadra e noi facciamo grande affidamento su di lui e lo coccoliamo da sempre. La scorsa stagione non è stata buona: è iniziata con un’espulsione che gli ha fatto perdere le prime giornate e in più ha avuto problemi fisici piuttosto importanti alla caviglia. Per non aver ancora diciannove anni conosce bene il gioco, è bravo tecnicamente e negli inserimenti. Doti rare per un ragazzo della sua età. Deve lavorare molto sulla continuità e avere più personalità anche se ancora molto giovane. È stato molto condizionato dai guai fisici che deve imparare a gestire e sopportare per non perdere troppe partite all’interno di una stagione”.
 
Ufficio stampa



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