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Ternana, Shindler condivide i meriti: "Si vince solo con un grande staff"

 28/06/2018 Letto 622 volte

Categoria:    Femminile
Autore:    Redazione
Società:    UNICUSANO TERNANA





Marco Shindler si gode il secondo scudetto conquistato sulla panchina della Ternana. Queste le dichiarazioni rilasciate dal tecnico ai nostri microfoni.

Intanto congratulazioni per lo scudetto.
Grazie, non è stato facile, ma ci siamo riusciti.

Con cosa bisogna fare i conti durante il campionato, per arrivare a essere protagonisti e a vincere?
La prima cosa è la gestione di un gruppo importante. Non è facile lavorare su dei concetti ben precisi, con idee molto chiare, ma il lavoro poi alla fine paga sempre.

Con un roster come il tuo di enorme valore e qualità tecnica individuale, quale difficoltà ci sono state nella gestione?
Cercare in tutti modi di portare la massima espressione di ogni singola giocatrice: questo sicuramente aiuta molto poi alla fine tutte le situazioni tattiche della squadra da un punto di vista collettivo.

Nel calcio a 5, non ci sono mai certezze di nessun tipo. Ti aspettavi tutte queste difficoltà, che poi hai superato brillantemente con la vittoria dello scudetto?
Sicuramente l’inizio della stagione non è stato facile. Nonostante una squadra rimaneggiata, siamo stati competitivi fino a dicembre-gennaio, poi con l’arrivo delle brasiliane e il ritorno di Bisognin, siamo riusciti a rendere la squadra ancora più competitiva.

Nella vita, alcune volte, si presentano problemi inaspettati che devi sapere affrontare trovando il modo più adatto per una soluzione di equilibrio. Come si procede in questi casi?
La vita quotidiana, ma anche quella sportiva, ti pone davanti sempre dei problemi, che devi superare. Io credo sempre che alla fine l’umiltà, lo spirito di abnegazione, il lavoro ti portano poi alla fine a questi risultati, l’umiltà prima di tutto.

Dopo aver messo la nave sulla giusta rotta e ripreso il comando, quanto devi al tuo staff, che ti ha riconosciuto leader massimo e che ti è stato vicino fino alla fine, “giustamente”, e quanto devi alla società?
Senza il mio staff, non sarei andato da nessuna parte. Alessandro Arpinelli ha fatto un lavoro incredibile, Domenico Luciano è stato la chiave di volta per raggiungere la finale scudetto, e tutto questo grazie alla società che mi ha dato la possibilità di inserire dei tecnici di altissimo livello che mi hanno supportato in tutto e per tutto. Non mi sento un leader massimo, il merito è tutto dello staff, non certo mio singolarmente: senza uno staff del genere, nella gestione di una squadra così importante, non sarei stato in grado, ma non perché non sarei stato in grado di gestire da un punto di vista tecnico, tutt’altro, ma perché, secondo me, per gestire una squadra di questo genere, serve, comunque un grande staff.

Che campionato hai trovato quest’anno? Quali sono state le differenze rispetto a quello passato, quale il livello tecnico e tattico?
Il livello sta crescendo. Sicuramente l’inserimento di grandi giocatrici, di livello internazionale, che sono arrivate negli ultimi anni, ha fatto alzare tantissimo il livello tecnico del campionato, l’arrivo anche di altri allenatori del maschile, ha fatto sì che dal punto di vista tattico il calcio a 5 femminile si evolvesse, e questo è un bene per il movimento e ogni anno che passa mi sto accorgendo che il campionato femminile sta diventando sempre più bello, più difficile e più spettacolare che mai.

Le società che programmano di vincere affrontano spese importanti e si affidano a giocatrici, straniere, spagnole, portoghesi, per lo più brasiliane, e si nota la differenza alla fine. Cosa il tecnico può lasciare a queste atlete e cosa loro possono lasciare al tecnico?Le società di alto spessore puntano molto alla vittoria finale, ma non è facile, non bastano solamente i soldi o le grandi giocatrici, serve comunque un grande staff, grande organizzazione, un pizzico di fortuna, questo aiuta molto, però non è mai detto che le società che investono molti soldi con grandi giocatrici poi alla fine riescano a portare a casa grandi risultati, quindi umiltà, tanto lavoro, ma soprattutto priorità a un grande staff, con grandi giocatrici, perché poi alla fine senza grandi giocatrici non si va da nessuna parte.

Il movimento femminile italiano è in crescita esponenziale da anni. Va bene o si può ancora migliorare? Insegnamento e formazione sono le uniche strade da perseguire per migliorare il nostro futsal?
Oltre che all’insegnamento e alla formazione, serve condivisione e confronto, non rifugiarsi nel proprio orticello. Solamente il confronto tra i vari tecnici e la divulgazione delle conoscenze fa sì che poi alla fine che il movimento può crescere sempre di più.

Il livello squisitamente tecnico in Italia non è ottimale in generale. Non pensi sia meglio dare spazio alla meritocrazia?
Oltre che all’insegnamento e alla formazione, bisogna investire molto sul settore giovanile, cercare di far crescere le ragazze fin da piccole, poi la meritocrazia la lascio decidere a chi ha le competenze per decidere.

Per promuovere e incentivare al meglio il movimento femminile, cosa è ulteriormente necessario e cosa dovrebbero fare gli addetti ai lavori, società e Divisione comprese?
Lavorare con il settore giovanile per la crescita, lavorare da un punto di vista tattico. Pianificare, programmare: solo così si può crescere, in futuro.


Franco Diara




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