skin adv

Romano va dritto al cuore. Ed emoziona: "Resterà sempre la mia Italia. Ma..."

 17/09/2020 Letto 1221 volte

Categoria:    Nazionale
Autore:    Pietro Santercole
Società:    ITALIA





Centoventisei presenze, meglio di lui solo capitan Ercolessi nella storia dell'Italfutsal. Centoventisei presenze e 24 reti: chissà se Bellarte gli permetterà di aggiornare i suoi numeri pazzeschi, conoscendolo farà di tutto per farsi ancora notare dal nuovo commissario tecnico della Nazionale. Già, perché Romano è l'esempio lampante che se vuoi, puoi. Sergio non è stato baciato dalla fortuna come i tipi alla Merlim, top player fuori dal comune che nascono una volta ogni dieci-venti anni, eppure è sceso in campo insieme a Babalù tantissime volte, un suo validissimo compagno di squadra. Sergio Romano, l'esempio lampante di un giocatore tutto cuore e sacrificio. Un giocatore per certi versi unico, la sincerità fatta persona: ha sempre parlato in faccia, qualità che non tutti hanno. E quando non dice, scrive pensieri "con la penna Azzurra" che vanno dritti al cuore.
 
IL POST "Ho aspettato la prima convocazione perché pensavo che era giusto così, e allo stesso modo ho aspettato anche per fare un enorme in bocca al lupo al nuovo mister della mia squadra, perché conoscendoci non volevo creare situazioni scomode o imbarazzanti". Come volevasi dimostrare. Appunto. Romano non è cambiato di una virgola: non figura fra i convocati Azzurri per il primo raduno di Max a Novarello, eppure posta parole al miele. "Sì, ho detto proprio mia squadra, perché la Nazionale è stata la mia squadra, per più di 10 anni e basta una presenza per sentirti parte di qualcosa di più grande, quindi lo sarà per sempre, più di ogni altra". Solo chi conosce l'ambiente l'Azzurro può capire le parole dell'universale della Feldi Eboli, che fanno accapponare la pelle. "Ho pianto di gioia e di dolore, mi sono emozionato, ho urlato l’inno con orgoglio per più di 100 volte e questo non lo dimenticherò mai, perché per chi fa sport non esiste trofeo o contratto comparabile a quella sensazione lì, almeno per come vedo le cose io". Che ne sarà di Romano, ora che Bellarte è il nuovo cittì? "Sto bene e ho troppa voglia di competere, al massimo, ancora, probabilmente il giorno che non sbircerò le convocazioni con un po’ di speranza, sarà il momento di iniziare a fare altro per davvero. È stata una stagione difficile e la situazione della Nazionale non ha aiutato, anche per colpa mia ovvio, come per quella di tutti". Chiosa da standing ovation. "Per questo che col cuore, auguro a chi è incaricato di cambiare questa rotta di riuscirci presto e farlo con tutta la passione che hanno, perché la maglia che indosseranno è qualcosa di unico e verrà sempre prima del cognome che ci attaccheranno sopra. Forza belli, forza mister, forza Italia. In bocca al lupo a voi... a noi".
 
Pietro Santercole



COPIA SNIPPET DI CODICE

Pubblicità