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Melissa Barban carica l'Audace Verona: "Ora sappiamo chi siamo. Contro il Falconara testa e cuore"

 07/01/2026 Letto 285 volte

Categoria:    Femminile
Autore:    Redazione
Società:    AUDACE VERONA




Un punto in casa del Montesilvano e uno, ben più inaspettato, in casa del TikiTaka. Si potrebbe semplificare pensando che l’Abruzzo porti bene all’Audace Verona, ma la realtà parla di una squadra capace di dare tutta sé stessa, tanto da costringere le giallorosse a una rincorsa completata a soli 13” dalla fine.
“L’abbiamo affrontata soprattutto dal punto di vista difensivo, cercando poi di ripartire ogni qualvolta se ne fosse presentata la possibilità - racconta Melissa Barban, autrice del momentaneo 2-3 -. Ma, soprattutto, sapevamo che sarebbero serviti anima, corpo e cuore, perché le avanzate di Duda ci hanno spesso costrette ai lavori straordinari: alla metà del secondo tempo è iniziata davvero la stanchezza e da lì sono arrivate quelle sbavature che hanno portato al pari, ma siamo felici”.

Il miglior modo per ripartire dopo un anno complicato sotto tanti aspetti. “La cosa più bella è che, nonostante tutto, siamo sempre rimaste insieme. Ma questo risultato ci dà un po’ la consapevolezza della squadra che siamo: o ce la facciamo noi o... ce la facciamo noi. Nessuno arriverà a salvarci, è tutto nelle nostre mani. E ora sappiamo che abbiamo forze a sufficienza”.
Aritmeticamente parlando è “solo” un punto, ma aver abbandonato l’ultimo posto in classifica vale molto di più a livello psicologico. “Durante il viaggio verso Verona, ci siamo riviste la partita tutte insieme e c’era un’altra aria, più serena e spensierata. Come mio primo anno in Serie A - racconta - lo spauracchio di una possibile retrocessione non mi ha fatto vivere nel modo giusto la prima parte di questa esperienza. Poi ho cambiato atteggiamento: ho smesso di sovraccaricarmi. Pensavo troppo alla partita e l’unico risultato ottenuto era quello di arrivare alla domenica già scarica e piena di tensioni”.

Un momento di crescita importante c’è stato quando l’Audace Verona ha dovuto compattarsi per sopperire all’assenza di capitan Püttow. “All’inizio è stato un colpo duro: sai che hai bisogno di lei, è la figura cui ci siamo sempre aggrappate. Il nostro faro. Ma, allo stesso tempo, non averla in campo ti costringe a reinventarti. E così sono venuti fuori i singoli caratteri che ora, fortunatamente, sono amplificati dal suo ritorno”.
Il girone di ritorno prevede subito il secondo round con l’Okasa Falconara, campione d’Italia. “Non abbiamo nulla da perdere. Continueremo a giocare con testa e cuore, più consapevoli di ciò che siamo. Cosa mi aspetto da questo 2026? Di finire la stagione senza rimpianti, indipendentemente da come andrà. Uscire dal campo e pensare che più di così, qualsiasi sia il punto, non avremmo potuto”.


Foto: Fabrizia Petrini
Anita Ferrante





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