Guarino spinge il Bitonto: "Lavoriamo per ridurre il gap da chi ci precede. Il derby? Massima attenzione"
L’ampia rotazione della rosa nei 40’ di gioco (sfruttando tanto la linea verde), il terzo posto al giro di boa e, ancora prima, la conquista della Supercoppa in casa delle tricolori. Il suo primo titolo nel femminile arrivato dopo appena 5 mesi di lavoro: l’effetto Dino Guarino non fa rimpiangere il passato e fa guardare con fiducia al futuro del Bitonto.
“Le ultime trasferte con Cagliari e Kick Off sono state abbastanza faticose, soprattutto l’ultima affrontata senza Diana Santos, a causa di un piccolo infortunio, e con Bruninha debilitata da un virus intestinale. Nonostante ciò, la squadra si è comportata bene e continua a migliorare il livello tattico: ora puntiamo meno all’individualità e più al gioco corale, tanto è vero che il 60% dei nostri gol sono frutto di azioni corali”.
Bitonto in grande smalto, questo è innegabile. Ma anche la Soccer Altamura, prossima rivale nel derby del PalaPansini, sta vivendo uno stato di forma invidiabile. “Ha un ottimo roster, giocatrici forti sia fisicamente che tecnicamente e le incontriamo nel loro miglior momento, come dimostra il successo col Falconara: è una squadra da affrontare in maniera molto attenta, ma giochiamo in casa e questo sarà una marcia in più perché il nostro pubblico è meraviglioso”.
Guarino si tiene stretto il podio, senza precludersi nulla. “Penso che il CMB non avrà problemi fino alla fine e i pericoli sono sempre dietro l’angolo perché ogni gara fa storia a sé, ma lavoriamo per diminuire quanto più possibile il gap tra noi e chi ci precede. Anche chi è sotto è da tenere d’occhio, per ora però lo ritengo un terzo posto meritato. E per nulla scontato”.
7 promozioni conquistate nel maschile tra B, A2 e A2 Élite, e ora un super debutto nel femminile. “Il primo mese è stato di studio per capire le differenze dal mondo che ero abituato a conoscere. Cosa mi ha colpito? Le ragazze sono più propense ad accettare i cambiamenti, Dopo aver vinto tanto e dopo un cambio panchina, un po’ di diffidenza sarebbe stata naturale, invece mi hanno seguito sin dal primo giorno: sono tutte grandi professioniste, anche le più piccole che possono prendere esempio, in allenamento e in partita, da modelli così costruttivi”.
Foto: Divisione Calcio a 5
Anita Ferrante
Articoli correlati

