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Lazio, la cantera femminile splende. Moretti: “Non mi sarei mai immaginata tutto questo”

 23/01/2026 Letto 117 volte

Categoria:    Femminile
Autore:    Alessandro Cappellacci
Società:    SS LAZIO





Il settore giovanile femminile della Lazio è reduce da una stagione a dir poco splendida, che ha permesso al club di fregiarsi di titoli prestigiosi. Ma l’annata sportiva 2025-26, almeno per quanto riguarda la prima parte, ha tutte le migliori premesse per scrivere altre pagine indelebili nella storia biancoceleste. Fra le protagoniste c’è Elisa Moretti, capitano delle formazioni regionali Under 17 e U19, attuali capolista dei rispettivi campionati, e medaglia d’oro al PalaBadiali, nella finale valsa la Supercoppa di categoria alle detentrici del tricolore e della coccarda.

“Penso che nessuno si sarebbe mai aspettato una partenza che avrebbe portato tutti questi risultati, inclusa me”, esordisce la giocatrice, che aggiunge: “Sapevo che come squadra eravamo molto forti, ma non mi sarei mai immaginata tutto questo in così poco tempo. Mi sono tolta molte soddisfazioni che non avrei mai pensato di potermi togliere, soprattutto a quest’età”.

L’ambiente, poi, è l’ideale dove esprimersi al meglio. “Sorprendentemente, mi trovo bene con tutte le compagne. Siamo un gruppo molto unito, e anche questo è stato fondamentale per ottenere questi risultati: una squadra unita nello spogliatoio fa la differenza in campo. Anche quelle volte in cui abbiamo portato a casa una sconfitta o una prestazione sottotono, siamo state sempre capaci di rialzarci insieme e di continuare a combattere per i nostri obiettivi”.

Moretti ha già tagliato parecchi traguardi a livello giovanile, ma, in generale, ne ha uno davvero grande da centrare: “L’obiettivo finale che mi sono posta, e che spero di raggiungere, è l’esordio in Serie A. Sono sicura che se continuerò a impegnarmi, riuscirò a togliermi quest’ultima soddisfazione. Infine - chiosa l’aquilotta -, spero che anche quest’anno si concluderà nel migliore dei modi”. Con questa Lazio, sognare si può.


Alessandro Cappellacci

 





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