Taty, stessa maglia e stessa fame: “Col CMB ho ancora obiettivi da raggiungere”
Quando le luci del palazzetto si accendono e il parquet inizia a vibrare, si riaccende la magia che il futsal riesce a creare come avesse la bacchetta magica della fata turchina. Se questo è vero in ogni palazzetto, lo è ancor di più a Salandra, anche se gli spalti sono quelli del Pala Santa Maria e non del PalaSaponara, impegnato in un trattamento di bellezza total body. Anche nella nuova casa di Ferrandina il popolo del CMB ha infatti risposto presente, con un calore unico che avvolge gli spalti e un’onda di passione incondizionata che trasforma ogni partita in una festa dello sport. A guidare questo nuovo capitolo c’è anche l’esperienza di una giocatrice che ha scelto ancora una volta di indossare questa maglia con obiettivi chiari e una motivazione intatta: Taty.
“Tornare in campo con la maglia del CMB - racconta - era di estrema importanza, perché ho ancora degli obiettivi chiari che voglio provare a raggiungere con questa squadra. Le sensazioni sono quelle giuste, accompagnate da adrenalina e consapevolezza”. Anche lo spogliatoio ha mantenuto quella tranquillità che da sempre contraddistingue la compagine lucana. “È un gruppo unito, con tanta voglia di lavorare in silenzio per raggiungere gli obiettivi”. Un equilibrio prezioso, soprattutto nelle prime settimane di una stagione che chiede subito concentrazione e sacrificio. Si è visto bene nella gara interna contro il Falconara. La risposta più concreta è arrivata sul campo, nell'ultima sfida contro il Levante Caprarica, dove il CMB ha offerto una prestazione convincente, impreziosita anche dalla doppietta della verdeoro. Prima di scendere in campo, la consegna era semplice e chiara: entrare e imporre subito il nostro gioco. Nessuna necessità di dimostrare qualcosa agli altri, ma soltanto la consapevolezza del proprio valore e la volontà di vincere ogni partita. “Siamo le prime a voler vincere sempre e questo ci porta a dare tutto in campo. Questo è lo spirito”. I gol, allora, diventano quasi un sigillo naturale. “Sono stati solo la conseguenza del lavoro di tutta la squadra”. Non credo sia modestia, conoscendo Taty è esattamente la realtà dei fatti.
Adesso, però, il calendario impone una lunga pausa per lasciare spazio agli impegni della Nazionale. Uno stop che potrebbe interrompere il ritmo, ma che il CMB vuole trasformare in una risorsa. “Dipende da come la si affronta - specifica al numero 4 -. Per noi non è una pausa, ma un'opportunità per spingere sul piano fisico, dedicare attenzione ai dettagli tattici e arrivare alla ripresa ancora più preparate. Dobbiamo cercare di guardare il lato positivo di quello che abbiamo davanti e approfittarne nel modo migliore”.
In una squadra ambiziosa, l'esperienza assume poi un valore che va oltre il campo. Il ruolo di Taty, con il suo enorme bagaglio, non è soltanto quello di giocare, ma anche di rappresentare un riferimento per le compagne, soprattutto le più giovani. Una responsabilità che sceglie di interpretare principalmente attraverso l'esempio. “Più che con le parole - sottolinea il capitano brasiliano - cerco di guidare con la dimostrazione di quello che sono, con l'atteggiamento e la mentalità che contraddistinguono la mia persona. Questa sono io da sempre, indipendentemente da dove mi trovo o da chi ho al mio fianco. Le giovani hanno talento, il mio compito è trasmettere loro serenità nei momenti di pressione e mostrare cosa significa lottare sempre”.
E poi c'è il popolo CMB, presenza costante e parte integrante dell'identità della squadra. A loro arriva un messaggio semplice, ma carico di significato: “Continuate a sostenerci come solo voi sapete fare, stando sempre al nostro fianco”. Perché dall’altra parte il CMB non ha intenzione di risparmiarsi. “Noi non molleremo mai niente. Usciremo sempre dal campo con la maglia sudata, avendo dato tutto fino all'ultimo secondo”.
Foto: Marinella Pandolfi
Federica Lattanzio
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