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Decimoputzu, rimonta da urlo all'esordio in Serie B. Rosy Cappai: “Questa vittoria è di tutti”

 06/10/2026 Letto 396 volte

Categoria:    Femminile
Autore:    Redazione
Società:    DECIMOPUTZU




È tutto vero? Anche a qualche giorno di distanza viene ancora da chiederselo. Perché quel che è successo sabato al Decimoputzu ha dell’incredibile e certe partite sembrano scritte apposta per ricordare che nel futsal non è mai finita… finché non è finita. Da 0-5 a 6-5. O meglio: dall’incubo di un brutto ko, alla festa di una rimonta che ha trasformato il debutto in Serie B delle biancazzurre in una giornata da consegnare agli annali.
“Ero agitatissima e piena di pensieri - racconta il portiere Rosy Cappai -. Avevo paura di essere inferiore alle altre, di deludere chi credeva in me. Nel primo tempo quasi non mi riconoscevo, poi però qualcosa è cambiato: ho smesso di pensare e ho reagito, facendo semplicemente quello che so fare”.

Tutto un altro Decimputzu, infatti, quello che è sceso in campo nella ripresa. “Se nel primo tempo sembrava quasi ci fossimo arrese, dopo l’intervallo siamo ripartite benissimo. Forse il Pistoia ha mollato un po’ la presa pensando che la partita fosse ormai chiusa, ma noi c’eravamo di nuovo e siamo riuscite a ribaltare il risultato. Quando ho capito che ce l’avremmo fatta? Quando ho reagito anch’io e ho visto una squadra unita, con la stessa voglia di recuperare e vincere. Dalla panchina, le compagne e lo staff ci hanno caricato tantissimo. E poi c’è Calabretta, che è davvero un mister d’oro: ha cercato di tenerci concentrate, trasmettendoci grinta e positività per giocare al meglio il secondo tempo”.

La vittoria di tutti, letteralmente. E con una spinta in più arrivata dagli spalti. “Fino all’ultimo il match è rimasto in bilico, ma noi non potevamo sprecare una rimonta del genere. Non davanti ad un pubblico così caloroso e partecipe: quando qualcuno fa il tifo per te in quel modo, lo senti e fa la differenza”. Ecco perché, al triplice fischio, qualche lacrima è stata inevitabile. “Un po’ l’adrenalina, un po’ la felicità del debutto. Ma anche il fatto di poter giocare una partita del genere a 37 anni: io ho due figli e un lavoro che mi costringe ad alzarmi presto la mattina, per cui non do niente per scontato. Anzi, ringrazio la società che ha creduto in me, scegliendomi, e mio marito, perché senza di lui niente di tutto quel che faccio sarebbe possibile”.

Sofia, la più piccola della famiglia, si è goduta lo spettacolo dalla tribuna. “Mi ha fatto i complimenti, era felicissima. A casa si è rivista la partita due volte ed io con lei: non ti nego che, pur sapendo come sarebbe andata a finire, mi saliva ancora una certa ansia", ride Cappai. Per ora, solo Mattia ha seguito le sue orme. "Gioca con la Ferrini, ha 15 anni e due stagioni fa è stato chiamato anche dal Pisa. È molto bravo. Sofia è portata per il pattinaggio, il futsal giocato per ora sembra non tentarla. Ma chissà? D’altronde anch’io ho iniziato tardi, giusto qualche anno prima che arrivasse lei. E quando è nata, mi sono fermata appena sei mesi: non sai quante volte l’ho allattata nello spogliatoio durante le partite…”, ricorda.

Un sacrificio dietro l'altro, ma Cappai li ripeterebbe tutti mille volte ancora. “Anche se a volte è dura, faccio quello che mi piace e, soprattutto, ne vale assolutamente la pena: la rimonta col Pistoia, ad esempio, è una di quelle storie che spero un giorno di raccontare ai miei nipoti”. Un inizio pazzesco che fa ben sperare per il futuro. “Insieme formiamo una bellissima squadra e so che daremo sempre il massimo per cercare di vincere ogni partita. Certo, la palla è tonda - e chi meglio di noi può saperlo? - ma abbiamo un gruppo valido e una società sempre presente, due fattori determinanti che mi fanno guardare avanti con tanta fiducia”.

Foto 1: Bea Cirronis
Redazione C5 Live

 





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