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Decimoputzu, la prima fuori dall’isola è col Prato. Boussaid: “Emozione e responsabilità”

 04/11/2026 Letto 188 volte

Categoria:    Femminile
Autore:    Redazione
Società:    DECIMOPUTZU




C’è un paese che si affaccia per la prima volta alla Serie B e una ragazza che torna a misurarsi con le proprie possibilità. Il Decimoputzu ed Eleonora Boussaid si sono incontrati qui, sulla soglia di una stagione che promette sorprese per entrambi. “L’esordio contro l’Eventi? Sinceramente, non me l’aspettavo. È stato emozionante, anche se ammetto di essere stata un po’ frastornata”. Dietro quella prima volta ci sono anche i mesi trascorsi lontano dal campo e le incertezze di uno stop forzato. “Non è stato facile: tanti pensieri, tanti ‘forse’. Con queste premesse era difficile guardare al domani. Ma poi ho preso consapevolezza della mia condizione fisica e mentale e ora sto cercando di lavorarci allenamento dopo allenamento. Piano piano acquisterò fiducia, utile prima di tutto a me e poi da mettere al servizio della squadra”.

È il suo primo anno con questi colori, ma il senso di appartenenza è arrivato presto. “Sono di Cagliari, eppure è impressionante il calore che questo paese riesce a trasmetterti. Ne sono molto grata”. Un sostegno che ritrova anche nello spogliatoio. “La squadra è coesa, umile, cerca di ottenere i risultati attraverso le proprie forze e i sacrifici in campo. Ci sono figure di spessore che rappresentano un esempio, ma tutte sono pronte ad aiutarti quando sei in difficoltà”.

Ora all’orizzonte c’è il Prato, per la prima storica trasferta del club fuori dalla Sardegna. Per Eleonora sarà una novità nel futsal: l’emozione del viaggio di squadra, però, l’aveva già vissuta nel calcio a 11, con l’Oristano in Serie C nazionale. “Anche allora ci fu un debutto, spero mi porti bene pure questa volta - sorride -. Sarà un’esperienza diversa, con un nuovo gruppo che sono sicura cercherà di mettermi a mio agio. Rappresentare il paese fuori dalla Sardegna è un mix di adrenalina e responsabilità. Focus sempre sul match, perché di sicuro sarà combattuto”. 

È stato proprio dopo il capitolo Oristano che il futsal ha preso il sopravvento: sei anni all’Aiace, una parentesi al CUS femminile e, nella scorsa stagione, il Maracalagonis, dividendosi tra le due discipline. Un percorso, quello fino al Decimoputzu, vissuto sempre con la sorella maggiore, anche lei calciatrice. È chiaro, insomma, che la passione per lo sport sia una cosa serissima in casa Boussaid. “Ho sempre giocato con i miei fratelli più grandi, anche se ero talmente piccola che spesso mi accontentavo di fare la raccattapalle. Al mare non andavo per fare il bagno, aspettavo solo di organizzare una partitella”.

Oggi Eleonora ha 25 anni, è la più piccola di cinque figli e sta preparando la tesi in Scienze politiche. Vorrebbe poi proseguire con una magistrale che la avvicini alle realtà sociali più fragili. “So quanto sia difficile affrontare la vita partendo con un peso in più rispetto agli altri e vorrei riuscire ad aiutare”. Il Marocco fa parte della sua storia, proprio come di quella di Sara Boutimah, massima realizzatrice delle Azzurre. “Sono felice che le mie origini non vengano più viste come un motivo di pregiudizio o un ostacolo da superare e che tanti atleti affermati nel panorama calcistico abbiano le mie stesse radici. Ciò che muove la voglia di giocare a calcio, che sia in strada, in un campo o in solitaria, è la spensieratezza che provi nell’esprimerti attraverso quel pallone”. Ed è con la stessa leggerezza che Eleonora sta affrontando la sua avventura in B. “Pur essendo una neopromossa, credo che il Decimoputzu non abbia niente da invidiare alle rivali. Sarà il campo a giudicare, ma noi dobbiamo mettercela tutta, sempre”.

Foto: Martina Sanna
Redazione C5 Live





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