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Claudia Piras e la favola del Decimoputzu: dal primo assist di papà Vincenzo alla storica Serie B

 28/10/2026 Letto 75 volte

Categoria:    Femminile
Autore:    Redazione
Società:    DECIMOPUTZU




Il primo assist gliel’ha servito papà Vincenzo. Un pallone tra i piedi a sei anni e una passione che non l’avrebbe più lasciata. Per raccontare che cosa sia il Decimoputzu per Claudia Piras bisogna partire da qui: da una storia di famiglia cominciata molto prima della Serie B. E che oggi coinvolge un paese intero.
“Devi sapere che mio padre, stimato dirigente dell’SSR Decimoputzu, avrebbe tanto voluto un maschietto. E invece - racconta con un sorriso - siamo tre sorelle: le altre hanno provato a giocare da grandi e hanno lasciato subito, io ho cominciato da piccina e me ne sono innamorata perdutamente. La passione per il calcio in tutte le sue forme è un dono per cui non smetterò mai di ringraziarlo”.
Sono gli anni Novanta e una bambina che gioca a pallone è ancora una rarità. Quando il Decimoputzu chiude, per lei non ci sono alternative. L’unica strada è… cambiare strada: seguono quindi dodici anni di atletica leggera, praticata anche a livello nazionale e con ottimi risultati. Il calcio, però, resta lì. Un sogno interrotto e mai messo da parte.

L’occasione per riannodare il filo arriva a 17 anni col calcio a 11, insieme alla cugina Federica Contu, poi c’è il futsal col Monastir. Ma è durante una sera dell’Estate Putzese, tre mesi di sfide sportive tra i quattro quadranti in cui viene diviso il paese, che tutto riparte davvero. “Neanche a dirlo, io giocavo a calcio a 5 con mia cugina e con noi c’erano altre ragazze che ci sapevano fare. Così ci siamo dette: perché non riformare la squadra?”. Dalle parolem ai fatti. Grazie all’aiuto dei rispettivi mariti, il presidente Carlo Vincis e il vice-presidente Andrea Ena (“non costretti - scherza - ma entusiasti quanto noi”), il Decimpotzu torna ad essere realtà: un nuovo capitolo, con gli stessi valori tramandati da papà Vincenzo.
“Qui le ragazze non sono numeri. Vanno valorizzate, spronate, quando serve “bastonate”, ma sempre sostenute. Per quanti sacrifici ci siano dietro, poter rappresentare il mio paese attraverso il futsal è un privilegio. Quando giochiamo, non ci seguono soltanto dei tifosi: ci segue Decimoputzu. Ed è una differenza enorme”.

C’era il pienone anche nell’ultimo successo contro l’Eventi Futsal, un 5-1 che ha riscattato il ko nel derby. “A mio modo di vedere, una sconfitta è sempre costruttiva perché ti permette di capire dove andare a lavorare con maggiore attenzione. Siamo felici che la risposta si sia vista subito e, dopo la pausa, cercheremo di proseguire così col Prato: poi il pallone è rotondo e non si sa mai cosa possa accadere, ma noi cercheremo di tornare a casa con tre punti in tasca”.
La prima, storica trasferta in Toscana avrà un sapore speciale. Eppure, per Claudia, le emozioni più forti restano quelle che l’aspettano al palazzetto di casa. “Ogni volta che ci entro è un tuffo al cuore. Sugli spalti c’è il paese in cui sono cresciuta, il posto in cui è cominciato tutto”. E da qualche parte, lassù, a godersi lo spettacolo c’è anche chi a questa storia ha dato il calcio d’inizio. “Prima di ogni partita penso a lui sempre un po’ di più. E poi dico: forza, che oggi ci divertiamo”.

Foto: Susanna Turnu
Redazione C5 Live

 





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