Decimoputzu, soddisfazione Spiga: "Qui un progetto in linea con i miei valori. Il CUS? Derby affascinante"
Una rimonta da applausi, tre punti in tasca e una consapevolezza in più: le partite si possono ribaltare, ma sarebbe meglio non complicarsele da sole. Dopo l’impresa col Pistoia, Roberta Spiga si è goduta il meritato turno di riposo del Decimoputzu. Ma la pausa è stata utile anche per qualche riflessione sportiva.
“Abbiamo sfruttato questi giorni per lavorare sui nostri limiti. È stata una grande rimonta, certo, ma nel primo tempo abbiamo avuto un approccio sbagliato e sono situazioni che in futuro non possiamo permetterci. Personalmente, l’ho vissuta come una bellissima giornata di questo incredibile sport, un’altra emozione da aggiungere alle tante che ho avuto la fortuna di vivere in questi anni”.
Per Roberta, la prima stagione in biancazzurro segna il ritorno al nazionale dopo un biennio nel futsal regionale. “È stata una parentesi che mi ha permesso di avere più tempo libero per concludere gli studi, ma la volontà era quella di tornare a confrontarmi con un livello più alto. Anche se l’indisponibilità del 10 stava per far saltare la trattativa - scherza - il Decimoputzu è stata sicuramente la scelta migliore: fin da subito mi ha fatto un’ottima impressione, presentandomi un progetto in linea con i miei valori. Il nostro obiettivo principale è la salvezza, ma affronteremo ogni partita per vincere. E alla fine tireremo le somme”.
Un percorso a step che ora passerà dallo scontro diretto col CUS Cagliari. “Mi aspetto una partita tosta e con tanto agonismo. La loro è una squadra giovane e di prospettiva, che può contare però anche su giocatrici di esperienza. È molto ben organizzata e messa in campo, quindi sono sicura che sarà una sfida bella e combattuta”.
Di sfide importanti, d'altronde, Spiga ne ha già affrontate parecchie. Prima della B col Decimoputzu ci sono state, infatti, Futsal Femminile Cagliari (dal Serie C alla massima categoria) e Med, con tanto di promozione conquistata. Con quest'ultima ha indossato anche la fascia di capitano, mentre ai tempi del FFC è stata indicata come l'erede di Claudia Cuccu, storica bandiera rossoblù. “Credo che ci siano tante cose che ci accomunano, sia dal punto di vista sportivo sia da quello personale. È un paragone che mi ha sempre fatto piacere, perché Claudia è una persona che stimo moltissimo e una grande giocatrice, dalla quale ho imparato tanto. Ci sentiamo ancora e le sono molto legata, così come a tante altre ragazze di quella squadra. Anche se abbiamo preso strade diverse, questi rapporti sono rimasti intatti nella loro bellezza. E quelle stagioni rimangono indimenticabili: mi hanno lasciato un bagaglio sportivo enorme, la possibilità di calcare i campi della massima serie e, soprattutto, un gruppo speciale”. Speciale come quello che oggi sta imparando a conoscere al Decimoputzu. E sulle spalle quel 21 (proprio il numero di Cuccu) che indossava da bambina, quando tutto è cominciato.
Foto: Cenedese/Marcialis/Manca
Redazione C5 Live
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