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Farinelli, sognando Mascia: “Chissà, un giorno potrei diventare come lei…”

 21/10/2021 Letto 232 volte

Categoria:    Femminile
Autore:    Alessandro Cappellacci
Società:    S.S. LAZIO





La differenza tra una porta da calcio e una da futsal non sta soltanto nelle dimensioni. Ne sa qualcosa Elisa Farinelli, l’estremo difensore approdato in estate alla Lazio, che, tra un allenamento e l’altro, continua a prendere sempre più confidenza con lo specchio 3 metri per 2.

I TRUCCHI DEL MESTIERE - “Piano piano, sto iniziando a capire come funziona il mondo del futsal - esordisce Elisa -. Non è facile passare da una porta da calcio a 11 a una da ‘5’ - sostiene -, ma grazie al tempo, all’aiuto delle mie compagne e quello dei tecnici mi sto ambientando e sto assimilando le regole e i trucchi di questo sport”.

IL SOGNO - Dal punto di vista delle colleghe di reparto da cui carpire le basi del mestiere, la numero 12 biancoceleste non poteva chiedere di meglio: “Essendo un ambiente in cui ho pochissima esperienza - spiega -, penso sia importante avere dei punti di riferimento come Mascia. Quando mi alleno cerco di imitarla il più possibile e di imparare molto dalle sedute specifiche, ma, soprattutto, di ‘rubare con gli occhi’ da un portiere di altissimo calibro”. Il sogno dell’aquilotta, infatti, è proprio quello di emulare, un domani, le gesta della pluricampionessa d’Italia: “Chissà - prosegue -, un giorno potrei diventare come lei grazie a queste piccole cose. I miei obiettivi principali, dunque, sono solamente due: imparare e crescere”.

LE AMBIZIONI - Farinelli, dal canto suo, è determinata più che mai nel perseguire la strada del 40x20: “So che sarà difficile - ammette -, ma, nonostante tutti i problemi che avrò e gli errori che commetterò, non mi arrenderò mai e continuerò sempre a rialzarmi. Userò tutti questi aspetti negativi come forza per reagire e fare meglio”. L’estremo difensore è ambizioso, certo, non meno però della sua Lazio: “La squadra è forte - chiosa - e ha degli scopi importanti che sono sicura riusciremo a raggiungere, a partire da un grande mister Chilelli fino all’ultimo dirigente. Insieme, andremo lontano”. Lì su, fin dove osano le aquile.


Alessandro Cappellacci





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