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Casoria, patron Lipori replica a Biasillo: "C'erano tutte le condizioni per giocare"

 25/02/2017 Letto 1638 volte

Categoria:    Serie B
Autore:    Redazione
Società:    FUTSAL CASORIA





Secondo capitolo nel caso Futsal Casoria-Gymnastic Fondi: a stretto giro di posta dalla denuncia verbale (clicca QUI per saperne di più) di Emiliano Biasillo, presidente del sodalizio gialloblù, sui fatti del PalaVesuvio, arriva la replica della società campana tramite le parole del massimo dirigente Giovanni Lipori.

LIPORI - Questo il comunicato ufficiale apparso sulla pagina Facebook del Casoria, la cui posizione è affidata alle dichiarazioni del suo numero uno: "Oggi non si è disputata la gara tra Lpg Casoria e Gymnastic Fondi e la società laziale, secondo quanto si legge dagli organi di stampa, sarebbe stata oggetto di un’aggressione e di minacce da parte dei nostri tesserati. Prima di tutto vogliamo ricordare al signor Biasillo, presidente della società Gymnastic, che la sede della gara è stata spostata perché il palasport dove abitualmente giochiamo, lo stesso del Napoli Calcio a 5, in questi giorni è occupato da una manifestazione di pattinaggio. Nella struttura indicata ci sono tutte le norme vigenti di sicurezza, altrimenti la gara in oggetto non sarebbe nemmeno potuta cominciare. Il Gymnastic Fondi si è presentato in trasferta con “assetto da guerra”, sul campo ci siamo ritrovati Procura Federale, Commissari di campo, sono stati accompagnati fin dentro gli spogliatoi. I tesserati della squadra ospite hanno assunto un atteggiamento di sbeffeggiamento continuo dal momento in cui hanno fatto il loro arrivo al campo, con parole irrisorie e provocatorie nei confronti dei nostri giocatori che hanno semplicemente rispedito qualche pallone al mittente scagliato dai giocatori della Gymanstic. Per tutto quanto raccontato dal signor Biasillo, verificheremo se ci sono le condizioni per adire le vie legali per diffamazione nei confronti del nostro club. I Commissari presenti, la Procura Federale e anche la Polizia hanno ritenuto tutti che ci fossero le condizioni per giocare, pertanto attendiamo le decisioni della giustizia sportiva".


Matteo Guerra
 





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