CMB, Marta al settimo cielo: "Il futsal mi rende felice. Obiettivi? Vincere con questa maglia"
Avete presente quella challenge che sta spopolando ora nell'internet? Quella del 2016 come anno bellissimo con tutti che postano foto di se stessi due lustri più giovani, magari senza pensieri, molti con più energia e magari chili in meno e capelli in più. Ebbene, 10 anni nel futsal sono quasi come ere geologiche sportive. Sono lunghissimi e spesso vedono la nascita e il tramonto di carriere sportive. Rimanere costantemente ad alti livelli in tutto questo tempo non è facile. Quando ciò accade non è mai per caso e può succedere solo quando ci sono allenamento, dedizione, consapevolezza, lavoro, impegno costante, e uno zelo sempre maggiore. Marta Penalver Ramon, a tutti nota solo come Marta, personalmente, me la ricordo proprio da quel 2016, quando, con il suo Cagliari, sbarcava nel Bel Paese per la prima volta. Da lì, vittorie, titoli, esperienze di tutti i colori. "Hai ragione - afferma subito Marta - dieci anni sono tanti sia nella vita sportiva che nella vita personale, per quanto le cose si intreccino. Proprio per questo ho potuto vivere tutto ciò che lo sport ha da offrire: la parte più bella con vittorie e titoli e quella più amara come possono essere gli infortuni.
Ciò mi ha fatto rendere conto di molte cose. Innanzitutto, che lo sport non è una linea né retta né continua. Tutti viviamo momenti in cui stiamo meglio e riusciamo ad ottenere le soddisfazioni a cui miriamo e altri in cui invece siamo più spenti, ci troviamo in situazioni più complicate, difficili. Tutto questo mi ha regalato una consapevolezza enorme: sono una donna e una giocatrice fortunata. In primis perché giocare a futsal è il mio lavoro, e poi perché, ancora oggi, ho l'opportunità di continuare a godere del gioco, dell'allenamento, di tutto quanto mi fa felice. A volte lo diamo per scontato, ma non è affatto così. Ecco cosa ho imparato in tanti anni: a vivere giorno per giorno ringraziando per quel che ho. Un'altra cosa che il tempo sta trasformando - continua in un'analisi introspettiva la numero 17 - è la lista delle priorità. Dall'essere "Marta centrica" è diventata totalmente aperta a chi mi sta accanto: alla mia famiglia, che per me è centrale, alle persone a cui voglio bene. Non è tanto il lavorarci ma proprio la conseguenza fisiologica del tempo che passa. Ed è una bella conseguenza ecco".
Non è mai banale Marta nelle sue dichiarazioni, soprattutto quando si tratta di un'analisi personale. Una di quelle che l'ha riportata in Italia dopo aver indossato la casacca del Roldan nella sua terra d'origine. "Dove voglio arrivare? Ad alzare qualche titolo con questa maglia". Non c'è tema di smentita, non ci si nasconde. L'obiettivo è uno: "Vincere, dopo tutto quello che ho vissuto, può essere un'ulteriore conferma della mia teoria che chi non molla, alla fine trova il premio".
Perché proprio a Salandra con il CMB è facile immaginarlo. "Conoscevo già alcune delle persone di questa squadra. Con loro, negli anni passati, ho vissuto tante cose. Molte buone, altre un po' meno, come sempre succede. Ma la fiducia e il sapere a cosa andavo incontro a livello sportivo hanno reso la mia decisione più semplice. Altro fattore determinate, il progetto. Sapere di arrivare in una società seria, che lo ha dimostrato per anni, su cui nessuno poteva dire nulla di negativo, ti fa partire con più calma".
Per dirla con le sue parole, sapere con chi e per cosa si gioca, è tutto quello che una giocatrice potrebbe desiderare.
Il cammino in campionato rispecchia per filo e per segno questa situazione, con l'ulteriore vittoria ottenuta in casa contro la Roma, in un PalaErcoole gremito e in diretta Sky. "E' stata una gara non facile - sottolinea Marta - perché la Roma ha grandi giocatrici. Non mi è dispiaciuta affatto la nostra prestazione, ma sono consapevole che se fossimo state più precise non avremmo sofferto nei trenta secondi finali. Comparandola però con la partita di andata, penso che eravamo in campo in maniera migliore, più organizzate e con le idee più chiare. Poi il gol è un'altra cosa…".
La squadra quindi, nelle sue dinamiche e nel suo gioco, ha saputo sfruttare il tempo a disposizione migliorando di giorno in giorno. Sarà fondamentale tenere tutto a mente anche per l'impegno di domenica. Di nuovo in trasferta e con un avversario che suscita sempre emozioni: il Città di Falconara. "Domenica sarà sicuramente una partita bella da giocare. Ci troveremo in un palazzetto sicuramente pieno di gente e questo ci motiva tantissimo. Di fronte avremmo un rivale che, lo sappiamo, non ci regalerà nullla. Il PalaBadiali è stato per me casa per due anni e sicuramente troverò delle persone care ma la partita è un'altra cosa. Andremo lì per fare il nostro lavoro e vincere. Una volta che la palla si mette in gioco, non si pensa più a nulla".
Foto: Marinella Pandolfi
Federica Lattanzio
Articoli correlati


