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Okasa Falconara, Marco Bramucci festeggia la Panchina d’Oro di Domenichetti: “Così è nato il connubio sportivo con Giulia”

 05/02/2026 Letto 141 volte

Categoria:    Femminile
Autore:    Redazione
Società:    OKASA FALCONARA




Giulia Domenichetti è la prima donna nel futsal a vincere la Panchina d’oro, la seconda allenatrice premiata alla guida dell’Okasa Falconara. Che, in “open office” (punto di ritrovo delle Citizen) e in anteprima su Sky Sport con uno striscione ad hoc, ha festeggiato con tutto l’affetto di cui è capace la “miss” che ha riportato lo scudetto nelle Marche. Al settimo cielo Marco Bramucci, che vuole partire da dove tutto è cominciato.
“Tornerei al giugno 2023 dopo gara 3 della semifinale col Bitonto, quando ci siamo fatti rimontare 3 gol in un minuto e siamo usciti ai supplementari. Il primo pensiero, più da tifoso che da massimo dirigente, fu di voler rinforzare la squadra, e ci portò alla ricerca di Sestari, la giocatrice che secondo me maggiormente condiziona la classifica. Dovevamo, però, fare i conti con una stagione che - dopo aver ospitato a spese nostre l’EWFT - era stata disastrosa dal punto di vista economico e imponeva un drastico ridimensionamento”.

“Vivemmo un mese nel limbo - continua Bramucci -. C’era una cordata pronta a subentrare a me e all’intero direttivo, ma non si riusciva a concretizzare l’incontro. Così si decise di rendere partecipe la nostra comunità, con tre riunioni. Il 20 giugno spiegammo i costi, il 27 parlammo della possibilità di una nuova gestione, con la vecchia che avrebbe coperto i debiti residui e il 5 luglio, nell’incontro più drammatico, comunicammo che chi doveva subentrare non si era fatto più vivo e nessuno era disposto a mantenere in piedi il Falconara. Così decidemmo di continuare noi col sottoscritto presidente. L’obiettivo? Coprire i debiti, sistemare i conti, mantenere la categoria. Alla nostra gente chiedemmo se fossero disponibili a seguirci lo stesso, premettendo che quasi tutti i volti sarebbero cambiati. Risposero di si e si raccolse oltre 17.000 euro utilissimi per l’iscrizione al nuovo campionato.

Ed è qui che entra in ballo Giulia. “Non ci eravamo lasciati benissimo - rivela Bramucci -. Lei arrivò qui da giocatrice nel 2015 dopo il fallimento della sua Torres nel calcio a 11 e fu come scoprire che avevamo una sorella che non conoscevamo fortissima nello sport che amavamo: il suo orologio biologico, però, prevedeva che cercasse di vincere e noi non eravamo pronti. Non quella volta. Ci rimasi male solo per la decisione di andarsene nel mezzo della stagione, e non all’inizio e non alla fine. Fu dura da digerire. Anche perché in quel periodo avemmo anche altri problemi extra sportivi. Chi è di Falconara, sa di cosa parlo. E di fatto non ci eravamo più sentiti”.

Ma quello che, nell’estate del 2023, doveva essere solo un saluto tra falconaresi che avevano condiviso un tratto di strada, si è trasformato - senza alcun tipo di premeditazione - in un secondo straordinario capitolo.
“3 ore di incontro: lei avrebbe accettato di tornare per una stagione tranquilla, come vice in prima squadra e allenatrice dell’Under. Parlando, mi disse che nel futsal le mancava solo lo scudetto e le risposi serenamente che era nel posto sbagliato. Volevamo solo mantenerci in carreggiata, nulla di più”. Nel frattempo, lo stesso Roberto Gianangeli – scelto come nuovo head coach, accortosi di non poter rispettare l’impegno in panchina - indicò Domenichetti come nuova allenatrice, anticipando i piani societari: quell’anno, il 2023-24, è terminato con un inaspettato secondo posto in regular season e una semifinale scudetto.
“Migliorarsi sarebbe stato difficile. Giulia ci aveva già inculcato il suo ormai famoso “resta umile”, ma fummo bravi e fortunati a fare un paio di scelte clamorose sul mercato: Georgia Balardin, che non aveva mai giocato in squadre di vertice, e Leti Cortés, incredibilmente senza squadra. Il resto della storia, ormai, lo conoscete tutti”.

E su quel tricolore, la firma della “miss” è indelebile. “Impara continuamente: c’è gente che impiega una carriera intera per passare dal calcio a 11 al calcio a 5, lei ci ha messo una settimana. Come allenatrice, poi, è una spugna. E la sua vera bravura, merito da condividere con società e calciatrici, è stata quella di far avvicinare ancora più tifosi alla squadra. Si potrebbe parlare di miracolo, per il modo in cui il successo è arrivato. Ma la verità è che questa squadra si allena tantissimo e non lascia nulla al caso”.

La Panchina d’Oro è arrivata a ribadire la magia di un anno che sembra non voler finire mai. “È stata un’emozione incredibile, una gratificazione totale. Giulia è figlia della città, nostra sorella: è come se l’avessimo vinta tutti, società, tifosi, giocatrici tra cui tante ex che continuano a dimostrarle affetto sincero”.

Anche Bramucci, prima o poi, sarà davvero “ex”. “Il mio compito ora è quello di traghettatore della nuova società, con particolare focus sulle questioni burocratiche federali. Ma, in futuro il mio impegno sarà sempre minore: giusto lasciare spazio a nuove leve. E poi - continua - vorrei dare una mano a fra crescere ancora di più il futsal, sia in Comitato Regionale Marche che in Divisione. Anche su richiesta dei tanti amici presidenti”.

 

Anita Ferrante

 





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