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Okasa Falconara, una storia che sfida il tempo. Mondini: “Il nostro spirito è lo stesso da 30 anni”

 23/01/2026 Letto 125 volte

Categoria:    Femminile
Autore:    Redazione
Società:    OKASA FALCONARA




Primo stop del 2026 per l’Okasa Falconara, che cede di misura al TikiTaka ma mantiene il quarto posto, con due reti di vantaggio proprio sulle giallorosse. Un ko che Lorenzo Mondini prende per quel che è, e cioè un singolo evento all'interno di un percorso sportivo ancora molto lungo.
“Al TikiTaka mancava Bettioli, ma anche noi eravamo senza Erika Ferrara e Taina Santos, due giocatrici importanti soprattutto in fase offensiva. Ci sono stati poi episodi che ci hanno voltato le spalle, vedi i due legni centrati da Elpidio, mentre loro hanno avuto un pizzico di fortuna in più, con deviazioni abbastanza influenti. Per carità, onore al TikiTaka che ha fatto sua la partita, ma guardo anche il lato positivo: alcuni interventi straordinari da parte di Carturan, che sta tornando a dimostrare tutto il suo valore, e i buoni inserimenti di Nancy Loth e Louana Kondo. Assolutamente nessuna recriminazione. Se dopo la Supercoppa c’è stato un momento di comprensibile delusione, domenica ho rivisto lo spirito che ha sempre caratterizzato il Falconara e che dovrà accompagnarci nella delicata trasferta di Cagliari”.

Sintonia tra squadra e staff, equilibrio nei momenti felici (e ce ne sono stati tanti negli ultimi anni) e nessun dramma in quelli più complicati. “Stiamo parlando di una società che ha festeggiato il trentennale - rimarca Mondini -. Per quanti avvicendamenti possano esserci stati a livello tecnico o nel parco giocatrici, c’è sempre stato un minimo comune denominatore che ci ha permesso di tramandare una certa visione dello sport, fatto di gioie ma anche di cadute”.

Principi radicati nelle fodamenta del club di via dello Stadio e che vengono abbracciati in toto da chi sceglie di tifare Falconara o, quando è particolarmente fortunato, di giocare per il Falconara.
“Dietro le quinte c’è un lavoro serio, che non lascia spazio all’improvvisazione: la comunità lo riconosce, ci segue e lo valorizza. Ma tutto passa sempre dalle ragazze, che nella nostra città si trovano molto bene e questo rappresenta un innegabile valore aggiunto. Nella nostra lunga storia, abbiamo vissuto situazioni di ogni tipo, ma - chiude Mondini - abbiamo sempre trovato il modo per non disperdere il fattore umano, che va ben al di là del fattore capitale”.


Anita Ferrante

 





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