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Napoli, Serafino Perugino e un futsal "perfettibile": "Dobbiamo proteggerne i momenti più importanti"

 17/06/2026 Letto 117 volte

Categoria:    Serie A
Autore:    Ufficio Stampa
Società:    NAPOLI FUTSAL





Ci sono partite che non finiscono al suono della sirena. Restano dentro, fanno pensare, obbligano tutti a riflettere. E la partita di ieri è una di queste. Parto da un presupposto semplice: non mi interessa puntare il dito contro qualcuno. Mi interessa provare, sempre, ad alzare il livello. Del Napoli Futsal, certo. Ma anche del movimento, dell’organizzazione, del modo in cui viviamo e raccontiamo questo sport. In un mondo ideale, due semifinali scudetto non dovrebbero mai giocarsi in contemporanea. Non per polemica, ma per rispetto dello spettacolo. Bastava poco: alternare gli orari, permettere agli appassionati di vedere entrambe le partite, dare visibilità piena a quattro squadre che si stanno giocando una stagione intera. Se vogliamo far crescere il futsal, dobbiamo anche proteggerne i momenti più importanti.

Poi c’è il campo. E c’è tutto ciò che accade intorno al campo. A volte ho la sensazione che la partita rischi di spostarsi troppo sulle panchine, sulle proteste, sulle tensioni, sui cartellini, e troppo poco sul gioco. Anche noi dobbiamo interrogarci. Quando una squadra viene falcidiata da ammonizioni ed espulsioni dalla panchina, fino a rischiare di presentarsi a una gara decisiva senza il proprio allenatore, qualcosa va analizzato con lucidità. Da parte nostra, da parte di chi dirige, da parte di tutti. Perché la disciplina è fondamentale. Ma lo è anche il buon senso. Lo è la capacità di capire il peso di certi momenti. Lo è la responsabilità di non trasformare ogni episodio in una battaglia. E poi c’è un altro tema che, secondo me, il futsal italiano non può più evitare: il supporto della tecnologia.

In un’epoca in cui il digitale entra in ogni sport, è difficile accettare che un episodio decisivo - un gol, un non gol, un possibile fallo, una situazione dubbia - possa incidere su una stagione senza la possibilità di essere rivisto. Non parlo per convenienza. Parlo per crescita. Se vogliamo un campionato di Serie A più spettacolare, più credibile, più moderno, allora dobbiamo avere il coraggio di guardare anche ai modelli migliori e chiederci cosa possiamo migliorare. Lo stesso vale per i comportamenti. Quando sugli spalti ci sono bambini, famiglie, ragazzi che guardano i giocatori come esempi, nessuno può permettersi gesti volgari, mancanze di rispetto o atteggiamenti che abbassano il livello dello spettacolo. Vale per i calciatori, per le panchine, per i dirigenti, per il pubblico. Vale anche per me. Perché chi ama questo sport deve avere prima di tutto l’umiltà di mettersi in discussione.

Ieri il futsal ci ha regalato emozioni forti. Ma ci ha anche ricordato che siamo ancora un movimento che deve crescere tanto. Non siamo ancora al livello che meritano i tifosi, i bambini, le famiglie, gli investitori, gli appassionati e tutti quelli che credono davvero in questo sport. Ma io sono testardo. Credo nelle persone. Credo nel lavoro. Credo nella buona fede. Credo che si possa discutere senza distruggere, criticare senza offendere, migliorare senza cercare nemici. Per questo chiedo a tutti - società, giocatori, allenatori, arbitri, Divisione, pubblico e anche a me stesso - un passo in avanti. Più umiltà. Più lucidità. Più rispetto. Più visione. Il futsal italiano è bellissimo. Ma è ancora perfettibile. E proprio per questo vale la pena continuare a lottare per renderlo grande.


Serafino Perugino
Ufficio Stampa Napoli Futsal

 





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