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Claudia Antonaci, dalla Virtus Cap alla Solarity: "1100 chilometri di felicità, anche Talamona adesso è casa"

 09/10/2026 Letto 154 volte

Categoria:    Femminile
Autore:    Redazione
Società:    SOLARITY




“Ma tu lo sai dov'è Talamona?”. “No, mai sentita”. La storia tra Claudia Antonaci e la Solarity comincia in modo decisamente insolito. O meglio, nel tipico stile di un portiere che indossa il numero 10. Ma questo lo spiegheremo dopo: adesso è di geografia che parliamo. Così, in un caldo giorno d'agosto, Claudia imposta il navigatore e scopre che tra Taranto e la Valtellina ci sono più di 1100 chilometri e dodici ore di macchina. Qualcun altro, forse, avrebbe chiuso l'applicazione e cambiato idea. Lei, invece, schiaccia il tasto “avvia” e parte di notte insieme a Raily, il suo fidato volpino. Una tappa a Treviso dal fratello Roberto, ex calciatore/calcettista e ora fisioterapista in Formula 2, e finalmente la meta Solarity. Anche se, in realtà, è solo l'inizio di un nuovo viaggio.
“Con la Virtus ci siamo separate, ma tra di noi resta un legame speciale: basti pensare che, in accordo con la presidentessa Sapone, ho registrare il loro messaggio anti-violenza così che le mie ex compagne possano risentire la mia voce al palazzetto - ride -. Sono stati anni 5 anni bellissimi, ma avevo bisogno di fare una nuova esperienza di vita, di vedere posti diversi. Adesso mi affaccio alla finestra e ho davanti montagne stupende. La gente è accogliente, ho conosciuto nonna Ebe e tantissime altre persone. Spesso torno a casa con buste piene di prodotti a chilometro zero. Qui si respira un ambiente familiare, come quello che ho vissuto con la Virtus Cap San Michele”.

L’inserimento procede insomma a gonfie vele. E anche sul campo Antonaci si è fatta notare sin dal debutto con l’Aosta.
“È stata una domenica che porterò sempre nel cuore - dice, dedicando il successo a Sam, vice-tecnico dell’Under 19 colpito da una dolorosa tragedia -. Ero ansiosa, ma motivata: nuove compagne, un pubblico caloroso sugli spalti e stimoli diversi. Ci tenevo a fare particolarmente a far bene”. Detto, fatto. Tanto che Claudia, oltre alla solite belle parate, ha regalato anche due assist da pura fantasista. Sì, proprio quella giocatrice che nel calcio (di norma) ha il 10 sulle spalle. “In realtà era l’unico numero disponibile tra quelli che avrei preso in considerazione - spiega -, altrimenti avrei scelto il 23, che per me è legato ad Antonella Intini. Però il 10 è anche il numero di Lautaro Martínez, di cui sono una grandissima tifosa. Non vedo l’ora di poter esultare come lui”.

Prima, però, bisogna pensare ad oliare la macchina. “Ci sono state fasi in cui abbiamo espresso un buon futsal e altre in cui abbiamo incontrato qualche difficoltà. Mancavano Tyta, sia come allenatrice sia come giocatrice, e Dima, che da quello che mi hanno detto è un punto di riferimento importante, per cui so che possiamo solo crescere. Personalmente, devo ancora familiarizzare con un girone sconosciuto. Ma quel che conta è aver incamerato il primo successo, su tutto il resto avremo tempo per lavorare”.

Da Taranto a Pescara e Falconara, passando per i cinque anni alla Virtus Cap San Michele: il percorso di Claudia attraversa mezza Italia e aggiunge ora una nuova tappa in Lombardia, con la voglia di lasciare il segno anche in giallonero. “Anche se la società non ci ha dato alcun tipo di pressione, vogliamo toglierci belle soddisfazioni: la qualificazione in Coppa Italia è sicuramente un obiettivo. Qui ci sono tutte le condizioni per lavorare bene, sono contenta di non essermi arresa all’ostacolo della distanza e di aver fatto questa scelta: mi sono innamorata del posto, del club e sto iniziando a parlare spagnolo con le mie coinquiline Dima e Julieta”. Insomma, Claudia ha conquistato la Solarity, ma la Solarity ha fatto lo stesso con lei. “C'è ancora la prova dell'inverno da superare - ride - ma credo che il navigatore mi abbia davvero mostrato la strada giusta”.

Foto: Annalisa Bigiotti
Redazione C5 Live


 

 





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