Solarity in attesa della capolista Infinity, Juliia Tytova: “Affrontare le più forti ci aiuta a migliorare”
Dare indicazioni ed essere un punto di riferimento per le compagne: tutto ciò che Juliia Tytova - per tutti Tyta - ha sempre fatto in campo, come giocatrice, è ormai parte integrante di un percorso che la coinvolge (e con ottimi risultati) anche come allenatrice della Solarity.
"Quando mi hanno proposto il doppio ruolo, ho riflettuto a lungo. Sapevo che non sarebbe stato facile, poi mi sono detta: perché no? Mettermi alla prova con l’Under 17 mi ha dato la spinta per provarci anche in Serie B. Le mie compagne magari non mi avevano ancora vista allenare, ma conoscevano già la mia indole e la mia voce”.
L'impronta di Tyta, al momento, si vede soprattutto nei dettagli. “Alle ragazze non ho chiesto di cambiare molto, ma di dare qualcosa in più. Stiamo aggiungendo gradualmente soluzioni sugli angoli e sulle rimesse laterali: serve tempo per assimilarle, ma vedo che tutte ci provano. Voglio una squadra veloce di pensiero, perché la testa viene prima del fisico. E voglio dare spazio a tutte, da chi negli anni scorsi ha giocato meno, alle ragazze dell’Under 19 aggregate alla prima squadra. Con la giusta programmazione si può fare”.
Dopo i successi contro Aosta e Ittiri, a Talamona arriva l’Infinity, capolista del girone. “Sarà difficile perché loro hanno un roster ampio, con giocatrici come Pomposelli, Exana e Valente. Ma affrontare squadre forti aiuta anche noi a migliorare. Senza ostacoli non si alza l’asticella. Proveremo anche a prendere punti: finché la partita non comincia, e finché non finisce, non abbiamo perso”. Mentalità positiva: ecco uno dei tanti insegnamenti che Tyta ha appreso da Mikhail Kryukov, suo mister dal 2008 al 2014. “Mi ispiro tantissimo a lui nel modo di parlare alle giocatrici, nel rispetto dei ruoli e del lavoro e anche nella filosofia di gioco. Poi ognuno mette in campo qualcosa del proprio bagaglio personale, ma mi sento sempre più a mio agio come allenatrice”. Tanto da immaginare, un giorno, di appendere gli scarpini al chiodo. “Quando è iniziata la guerra, la vita di noi ucraini è cambiata e ho cominciato a vedere un futuro in cui avrei allenato di più e giocato di meno. Anche adesso, quando la squadra gira bene, scelgo di prendermi meno spazio in campo”.
C’è però un posto da cui Juliia non pensa di allontanarsi: casa Solarity, comprendendo ovviamente tutta la comunità che è il valore aggiunto dell’ambiente giallonero. “Ringrazio Annalisa Bigiotti e la famiglia che anima il Bar Solarity, Monica e la famiglia Vauthier, nonna Ebe e tutti i tifosi, in particolare Carla e Beppe. Quest’estate, mentre ero in Ucraina, ci siamo scritti giorno e notte. Anche sotto i bombardamenti non mi sono mai sentita sola: questo tipo di umanità è un dono prezioso, che custodisco gelosamente”.
Foto: Annalisa Bigiotti
Redazione C5 Live
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