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Il punto sulla #SerieC. Roma, Guidi: “Ripresa? La speranza è l’ultima a morire”

 30/03/2020 Letto 368 volte

Categoria:    Femminile
Autore:    Marco Panunzi
Società:    ROMA CALCIO FEMMINILE





Il massimo campionato regionale femminile come gli altri è fermo per l’emergenza Coronavirus. Stante l’incertezza sul proseguimento o meno dei tornei, l’occasione è ghiotta per tracciare un bilancio, auspicabilmente parziale, di tutte le squadre della C laziale. Luigi Guidi, allenatore della Roma, guarda al percorso fatto dalla sua compagine e rivolge l’attenzione al domani, esternando realismo sulla ripresa dei campionati e sulle difficoltà che si celano dietro al prossimo anno.

LO STOP – “Questa emergenza è un momento delicato, comprensibilmente lo è sia per noi che per tutte le altre realtà del campionato e dello sport in genere. E a complicare le cose ci si mette il fatto che è stato qualcosa di imprevedibile alla vigilia, di inaspettato”, inizia così Luigi Guidi, tecnico della Roma Calcio Femminile, la sua analisi sullo stop forzato che il Covid-19 ha imposto all’agonismo su scala mondiale. Alcune realtà sportive italiane stanno seriamente pensando di annullare la stagione, Meneghin (presidente onorario della Federazione Italiana Pallacanestro) ad esempio ha anticipato in un intervento in radio che il destino della massima serie sarà quello e che anche il calcio dovrebbe seguire questa strada. “Tutti noi tecnici, le giocatrici, gli addetti ai lavori e il tifo sentiamo la mancanza del campo, perché la passione che abbiamo dentro è molto forte. Ma la salute è la priorità in questo momento, è la cosa primaria per il paese. Noi della Roma ci teniamo in contatto con le risorse della tecnologia e abbiamo dato indicazioni per l’allenamento casalingo ad ogni atleta, consci che in questo momento lo stile di vita cambia e bisogna fare di più per mantenere la forma fisica”.

IL BILANCIO – Ripresa o no, quello che importa è che la Roma si sia confermata. L’anno scorso ha chiuso il campionato al secondo posto, dietro al Best promosso direttamente in Serie A2, quest’anno quella piazza d’onore (per ora) è ancora sua: l’unico dato significativamente mutato è la differenza reti, triplicata per via dell’aumento sensibile di gol subiti. “Ci siamo ripetuti, per noi questo è sicuramente un fattore importante. Purtroppo abbiamo perso giocatrici importanti per infortuni gravi lo scorso anno e non siamo riusciti a recuperarle per tempo, poi il mercato di dicembre non è stato propriamente all’altezza perché non c’erano alternative di livello: quindi ci siamo giocati lo scontro diretto finale un po’ incerottati”. L’allusione è al secondo confronto con la capolista. Ma Guidi e le sue ragazze non hanno sbagliato solamente lì: il ritardo di 9 punti rispetto al Progetto di Calabria non è collegato soltanto alle sconfitte patite negli scontri al vertice (7-2 all’andata, 0-4 al ritorno). Pesano, nell’economia della classifica, la debacle nell’equilibrato match al Parco dei Pini, ma soprattutto le impreviste cadute esterne di misura contro Tor Sapienza e Vetralla, due compagini immerse nella bagarre playout. “Siamo stati costretti a giocare senza portiere fino a dicembre, con una rosa di poche giocatrici. Mi rimane impresso ancora il match col Vetralla, affrontato solo con 5 atlete e in cui abbiamo perso immeritatamente tre punti pesanti. Cosa serve per far meglio? Una struttura societaria, una organizzazione più capillare con le stesse attenzioni dedicate al calcio a 11 per esempio. E poi una rosa più attrezzata, un roster più nutrito che possa sostenere un campionato così lungo e complicato, pieno di squadre ostiche e che non regalano nulla”.

IL FUTURO – La distanza dalla capolista è tangibile, qualora si dovesse riprendere il massimo torneo regionale in rosa sarà praticamente impossibile per le giallorosse prendersi il primato. Però farebbe sicuramente un altro effetto poter chiudere la stagione confermando sul campo il positivo secondo posto in classifica. Guidi sceglie la via del realismo. “Al momento una ripresa sembra davvero improbabile ed è veramente un peccato; ma la speranza è l’ultima a morire e se, strada facendo, ci sarà un cambiamento chissà che non ci si possa giocare il finale di stagione. Cosa farei nel caso? Per me il Progetto, per quello che ha mostrato, è giusto che sia promosso, è pronto per il salto di categoria. Per quanto riguarda noi, ci piacerebbe avere le stesse possibilità dell’anno scorso, quindi potersi giocare i playoff”. Ma per il tecnico non si deve pensare solamente al superamento dell’emergenza nel breve termine: lo sguardo deve andare oltre, al dopo, al ritorno alla normalità che si preannuncia complicato se non drammatico a livello economico. “Nel futsal, sport in cui si va avanti con poche risorse rispetto al calcio, sono sicuro questa cosa si farà sentire”. Per ora, però, la speranza e il desiderio più grandi è che si possa tornare a giocare, senza rischi, il prima possibile.


Marco Panunzi
Foto Grazia Menna




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