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Folgarella, lo sfogo del dg Adriani sullo stop: “Chiediamo spiegazioni”

 19/10/2020 Letto 1065 volte

Categoria:    Serie D
Autore:    Ufficio Stampa
Società:    FOLGARELLA 2000





Il direttore generale della Folgarella Alessandro Adriani esprime il suo pensiero sullo stop al campionato provinciale di Serie D, chiedendo spiegazioni e cercando il consenso e l’appoggio di tutte le altre società della categoria per poter cambiare tale scelta.

LE PAROLE - Tutta l’Italia sta vivendo un momento molto delicato. Nella giornata di ieri il Premier Giuseppe Conte ha annunciato le nuove misure di contenimento del Covid-19 presenti nel DPCM che è entrato in vigore oggi 19 ottobre e che durerà fino al 13 novembre. Tra le varie norme, è presente anche lo stop ai campionati sportivi ludico-amatoriali e provinciali, che tradotto sta a significare lo stop alla Serie D di calcio a 5. La Folgarella, rinata da pochi mesi grazie al lavoro di Adriani e altri collaboratori, si trova così impossibilitata a iniziare la stagione dopo tanto lavoro e tanti sforzi economici. Infatti il decreto vieta partite e allenamenti di squadra fino al 13 novembre, mentre la stagione sarebbe dovuta iniziare il 7 novembre. Ecco le parole del dg Alessandro Adriani: “Vorrei lanciare un messaggio che spero venga condiviso dalle altre società di Serie D. La nostra è una società giovane, nata da poco. Sin dal primo momento ci siamo impegnati per costruire la squadra, consapevoli delle tante difficoltà che avremmo incontrato. Siamo d’accordo sul fatto che la salute venga prima di tutto e siamo favorevoli alle misure restrittive per contenere il contagio, ma ci sono delle cose che non abbiamo capito. In tutta la scala del calcio a 5, solo la nostra categoria è provinciale, mentre tutte le altre sono dilettantistiche. Qual è la differenza tra una Serie D e una categoria superiore? Siamo tutti sullo stesso piano e facciamo tutti lo stesso sport. Abbiamo chiesto quali fossero le misure di sicurezza del protocollo e le abbiamo rispettate tutte dal primo momento. Sono le stesse regole che vengono rispettate nelle categorie superiori. Ci siamo sempre prodigati per il rispetto delle regole, facendo anche importanti sforzi economici. Per quanto riguarda gli spostamenti, inoltre, la Serie D richiedere trasferte molto brevi, al contrario delle categorie regionali o addirittura nazionali. Non comprendo perché si sia arrivati a due settimane dall’esordio per bloccare tutto. Negli ultimi mesi ci siamo impegnati molto, così come tutti gli sponsor che hanno fatto sforzi per supportarci. Vogliamo avere un confronto e, col supporto delle altre società, cercare di capire perché siamo stati bloccati solo noi. Noi abbiamo fatto di tutto per la sicurezza dei ragazzi. Quando qualcuno ha avuto sintomi febbrili la Società si è proposta di fare il tampone al ragazzo di tasca propria. Vorremmo capire le motivazioni di questa scelta: abbiamo pieno rispetto delle decisioni e già da oggi bloccheremo gli allenamenti. Anche se il 14 novembre si tornasse alla normalità, saremmo costretti a dover rinviare di altre settimane l’inizio della stagione, dovendo tornare ad allenarci e riprendere la forma. Ribadisco che noi rispettiamo le regole, ma voglio dare voce a tutte le società di questa categoria per comprendere appieno le motivazioni di questo stop. Vorrei ringraziare Cosimo Sibilia, presidente della LND, per le parole rilasciate in merito a questa situazione. Infine, vista la minima differenza che ci divide dalla Serie C2, ci proponiamo di poter essere elevati a Serie C3 all’interno del regionale, mantenendo sempre gli stessi protocolli per il contenimento del contagio”.

Ufficio Stampa Folgarella




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