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Regalbuto, al cuor non si comanda. Leotta: "Il gruppo mi ha spinto a tornare"

 16/12/2021 Letto 989 volte

Categoria:    Serie A2
Autore:    Antonio Iozzo
Società:    REGALBUTO





Rinunciare al futsal è complicato. Anche quando la scelta sembra definitiva, infatti, il richiamo del campo può avere la meglio, specialmente se c’è di mezzo la famiglia. Per informazioni, chiedere a Vito Mattia Leotta, che, dopo un lungo periodo di inattività, ha deciso di rimettersi i guanti per amore del Regalbuto: “La cosa che mi ha spinto a tornare è stata il gruppo. In tanti anni, tra A2, B e categorie regionali, non ho mai visto uno spogliatoio così unito”, le prime parole dell’estremo difensore.

L’ultima partita con il Regalbuto, Leotta, l’aveva giocata a maggio del 2018, in Serie B. Quest’anno il clamoroso ritorno in campo: “Parlando con il mister, ho capito che c’era bisogno di un altro elemento nel roster dei portieri”. Gli infortuni di Fichera e La Rocca hanno impoverito la rosa e messo in grande difficoltà Reali. Vito non è rimasto indifferente: “Ho chiesto alla società di rientrare e sono stato accontentato”.

Qualche difficoltà iniziale, poi la giusta confidenza con la porta. Come se il tempo non fosse mai trascorso: “Nelle prime partite, la sensazione è stata quella di dover ritrovare la mentalità positiva persa negli anni - spiega il numero 26 -. Perché magari all’inizio pensi troppo, hai paura di sbagliare, e alla fine sbagli davvero”. È bastato poco, però, per ritrovare la convinzione in se stesso: “Giocare a Regalbuto, davanti al nostro pubblico, mi era mancato. I tifosi mi hanno restituito la fiducia, e io ho fatto la mia parte”.

L’entusiasmo di un bambino, ma anche la maturità di un uomo: “L’unico obiettivo che mi sono posto è quello di aiutare questa squadra fino al termine della stagione - continua il classe ’92 -. Da dentro il campo, dalla panchina o anche dalla tribuna: non importa come”. Ciò che conta è il bene del Regalbuto: “Abbiamo perso qualche punto di troppo, per episodi negativi o per inesperienza. Non è facile per una squadra con tanti nuovi innesti proporre subito un ottimo calcio a 5, ma, grazie alla pazienza del mister, nelle ultime sfide stiamo facendo divertire chi ci guarda - conclude Leotta -. Questo Regalbuto può arrivare in alto, abbiamo fiducia l’uno nell’altro, questa sarà la nostra forza”. Più di una squadra, semplicemente una famiglia. E quando la famiglia è in difficoltà, tu non puoi fare altro che sostenerla. Sempre e comunque.


Antonio Iozzo
 




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