Women Roma-Audace Verona, polemiche post-gara: i comunicati delle due società
Botta e risposta sui social, dopo la gara tra Women Roma e Audace Verona, valevole per la 15esima giornata di campionato. Di seguito i relativi comunicati ufficiali con la presa di posizione da parte della società veneta e la risposta del club capitolino.
AUDACE VERONA - La nostra Società ritiene doveroso prendere pubblicamente posizione in merito a quanto accaduto in occasione della gara di Serie A Tesys Women Roma-Audace Verona.
Nel pre-gara, nel pieno rispetto dei regolamenti e senza alcuna intenzione polemica, abbiamo richiesto la messa a norma delle righe del campo, presentando regolare riserva scritta agli arbitri e facendo serenamente valere un nostro diritto. La Società Women Roma si adoperava infatti con nastro adesivo al corretto ridimensionamento di talune linee del campo indicate nella riserva in questione ed individuate dalla terna arbitrale stessa(Comunicato Uff.138 per chi si volesse informare meglio).
Nella stessa circostanza, un soggetto riconducibile alla Società Women Roma ha rivolto ripetute e gravissime minacce di morte ai nostri dirigenti presenti, arrivando a pronunciare frasi del tutto inaccettabili come "Non uscite vivi da qui".
Non siamo una Società abituata a sollevare polemiche sui campi di gioco. Tuttavia, non possiamo e non potremo mai accettare che nostri tesserati si sentano in pericolo all’interno di un palazzetto di futsal.
La violenza non è solo fisica, ma anche psicologica. Tentare di intimidire gli avversari attraverso atteggiamenti di questo tipo non ha nulla a che vedere con i valori dello sport che amiamo e che ogni giorno cerchiamo di trasmettere.
Ringraziamo coloro che, all’interno della Società Women Roma - a partire dall’allenatrice Cely Gayardo - hanno espresso scuse per quanto accaduto. Ciò non toglie che non sia più tollerabile subire in silenzio comportamenti di questa gravità.
Educare le generazioni future al significato autentico della parola “sport” passa anche dalla responsabilità di vigilare su ciò che avviene tra le mura di casa, pretendendo rispetto, civiltà e umanità da chiunque sia riconducibile a una Società sportiva.
Ci auguriamo che episodi simili non si ripetano mai più e riteniamo necessario segnalare pubblicamente questo fatto affinché i responsabili vengano individuati e, auspicabilmente, allontanati dagli impianti di gioco.
Il futsal femminile sa - e deve - essere molto più di questo.
WOMEN ROMA - Non è nostra consuetudine rendere pubblici avvenimenti spiacevoli accaduti durante le gare, tuttavia ci troviamo costretti a intervenire in risposta al comunicato dell’Audace Verona, poiché la versione dei fatti fornita dalla società ospite omette un elemento determinante, origine di tutto l’accaduto. Come già riportato nel loro comunicato, l’Audace Verona ha richiesto l’adeguamento della linea e del cerchio di centrocampo. La nostra società, nonostante il Palazzetto di Fiano Romano sia regolarmente omologato per le gare di Serie A femminile, si è immediatamente attivata affinché tale richiesta venisse soddisfatta. Riteniamo tuttavia che tale segnalazione sia stata strumentale e di disturbo, considerando che l’area interessata risultava, a nostro giudizio, del tutto ininfluente ai fini del gioco e del risultato.
Nel corso dei confronti tra le dirigenze, un dirigente della società ospite ha affrontato in modo minaccioso una nostra tesserata (donna) Claudia, con atteggiamenti aggressivi e intimidatori. La situazione è ulteriormente degenerata quando il medesimo dirigente ha continuato le minacce nei confronti della nostra atleta classe 2001 Ilaria Ceccobelli, nonché capitano della squadra, intervenuta esclusivamente con l’intento di dividere e riportare la calma. Nonostante cio, lo stesso dirigente ha affrontato anche lei, una ragazza di 25 anni, superando ogni limite di comportamento accettabile. Questo episodio di violenza fisica e verbale ha inevitabilmente scatenato la reazione della nostra dirigenza, già fortemente infastidita dai toni e dai modi precedentemente utilizzati.
Ci teniamo a scusarci per le parole pronunciate a seguito dell’accaduto, ma respingiamo con fermezza qualsiasi lezione morale da parte di chi si è reso responsabile per primo di gesti intimidatori e violenti, senza peraltro porgere alcuna scusa né alle persone coinvolte né alla nostra società.
La Women Roma C5 continuerà, come ha sempre fatto, a non mettere in cattiva luce le società avversarie per diverbi o “fatti di campo”, che per noi si esauriscono e si chiudono al suono della sirena.
Redazione C5 Live
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