#futsalmercato, capitan Garofalo e l'addio ai suoi Bulldog: "Non esiste momento migliore"
Dopo dieci anni con la maglia della Bulldog Capurso, e con la fascia tatuata al braccio, lascia i biancorossi, capitan Benny Garofalo. Non è un addio, ma un arrivederci. Ma allo stesso tempo non è un saluto come altri.
Insieme abbiamo costruito qualcosa di magico e meraviglioso. E tutto ciò che insieme abbiamo fatto rimarrà segno tangibile nei nostri ricordi, anche quotidiani. Ha vinto il giocatore e l'uomo. A te e alla vostra famiglia saremo sempre grati.
GAROFALO - "Quando sono arrivato qui si giocava a Valenzano, era il primo anno nel futsal nazionale per Capurso e mi diedero del folle quando scelsi di venire qui, sarei potuto andare ovunque ma scelsi Capurso che all'epoca era una nuova realtà alla quale si dava poco peso, ma io la scelsi perchè vidi dei valori in chi la rappresentava e questa cosa li distingueva da tutti gli altri. Con il passare degli anni Capurso è cresciuta, abbiamo scalato ogni campionato e in questa cavalcata abbiamo attraversato la B, la A2, la A2 Elite e infine la serie A, il tutto mantenendo intatti quei valori e quelle caratteristiche che con tanto orgoglio ho dovuto rappresentare in giro per l'Italia indossando quella fascia da capitano al braccio. Siamo cresciuti insieme, io come uomo e giocatore con mia figlia e mia moglie innamorate della squadra che rappresentavo e le nostre lacrime il giorno dell'ultima partita con il Mantova quando sapevamo che sarebbe stata l'ultima lo dimostrano. Voi siete cresciuti come società e come traguardi arrivando a fare la storia di questo sport in Puglia, e come vi dico sempre, siate orgogliosi di quello che avete fatto e di come l'avete fatto soprattutto, ma ora è il momento dei saluti perchè nella vita e nello sport tutto ha un inizio ma anche una fine e questo è il momento per fetto per salutarsi perchè alla mia età e con i miei impegni non posso più stare al vostro passo, ora dovete correre più veloce di me perchè potete e dovete farlo, io continuerò a tifarvi più forte di prima perche ho ancora voglia di sudare e giocare ma devo farlo al mio ritmo. Vi ringrazierò sempre per quello che avete dato a me e la mia famiglia, abbraccio tutte le persone che in questi anni mi hanno sopportato e supportato, non faccio i nomi perche sarebbero troppe, ma chi l'ha fatto lo sa. Vi lascio con un'immagine che ci rappresenta e che sono sicuro non sia casuale, il giorno del mio primo gol in serie A a Cosenza in panchina c'era la stessa persona che c'era quando ho esordito 10 anni fa e in quella corsa e in quell'abbraccio c'è tutta l'essenza di questi 10 anni dove gli uomini vengono prima dei giocatori e degli allenatori, e cosi mi piace immaginare questo saluto, con un abbraccio enorme e un in finito grazie a tutti quelli che ci sono stati e a chi mi ha voluto bene e grazie per l'onore e il privilegio che mi avete dato di rappresentare questa società e questo valori. Semplicemente grazie, il vostro Cap 8".
Ufficio Stampa Bulldog Capurso
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