Audace Verona, Tosetto e il 77 sulle spalle: "Un omaggio a Gianluca Salvetti. I gol col Montesilvano? Felice del contributo"
Due gol per avvicinare la salvezza, due gol che racchiudono una simbologia intrisa di affetto per chi purtroppo non c’è più. Sul 2-1 che dà respiro all’Audace Verona, allontanando sensibilmente l’ultima piazza, c’è la firma di una Evelin Tosetto che parla a cuore aperto.
“Dedico questa vittoria due persone per le quali provo un grandissimo bene: Tonhão e Gianluca Salvetti, padre e figlio, due amici che sfortunatamente sono venuti a mancare a luglio del 2024, ma che hanno lasciato un grande segno. Tonhão è stato un atleta e ha giocato per molti anni qui in Italia e anche Gianluca ha avuto esperienze in alcuni club italiani, compresa la Nazionale italiana Under 19. Nell’anno della sua scomparsa avrebbe realizzato un sogno che purtroppo si è interrotto: giocare nella squadra della Roma. La scelta del numero della mia maglia, il 77 è proprio un omaggio a lui, perché so quanto sarebbe stato felice nel sapere che oggi sono qui. Erano persone che tifavano per me, così come io tifavo per loro. Per quanto riguarda me, sono felice per aver aiutato la squadra e credo che a piccoli passi riusciremo a crescere sempre di più per raggiungere il nostro obiettivo: la permanenza nella massima categoria”.
Quella col Montesilvano, senza dubbio, può già considerarsi una prova di maturità.
“La partita è stata molto combattuta, perché i punti erano fondamentale per entrambe le squadre. Quando hanno iniziato ad attaccare col portiere di movimento, complice un po’ di stanchezza, credo che da parte di tutte ci sia stato un po’ di timore rispetto ad un possibile pareggio, ma - applaude il gruppo Tosetto - siamo riuscite a gestire la partita e abbiamo dato il massimo, sia dal punto di vista fisico che mentale”.
Tre punti che per Evelin andavamo conquistati, senza se e senza ma. “La sensazione legata ad una vittoria è molto personale: per alcuni è un sollievo, per altri felicità e per altri ancora è un dovere, qualcosa che va ottenuto. E parlando a livello individuale, facendo parte dello sport professionistico da tanti anni, per me prevale il senso di dovere: bisognava vincere e lo abbiamo fatto. Sono felice, certo, ma non ancora soddisfatta”.
Nel prossimo turno la difficile trasferta di Roma, mentre un passo avanti è stato fatto. “Sicuramente. La fiducia è essenziale per un’atleta: senza fiducia non c’è coraggio, e senza coraggio non c’è gioco. Credo che, sia a livello individuale che collettivo, la gara di Montesilvano sia servita a darci quella spinta in più di cui avevamo bisogno. E poi presto avremo un altro scontro diretto: abbiamo ancora molto lavoro davanti a noi e alcuni aspetti da correggere e migliorare.
Prima esperienza in Italia per Evelin, che ha iniziato da professionista nel calcio a 14 anni nella Chapecoense e ha poi maturato esperienze con Corinthians, Palmeiras e Uberlândia. Nel 2024, invece, il ritorno al futsal con la Unidep Pato Branco. “La Serie A è un campionato competitivo soprattutto dal punto di vista fisico, in Brasile è invece la tattica a prevalere. Come mi trovo qui? La città è bella e considero l’Italia come uno dei paesi più affascinanti del mondo. Per quanto riguarda la squadra, fin dal primo giorno le ragazze si sono sempre rese disponibili ad aiutarmi in tutti gli aspetti; anche lo staff tecnico e la dirigenza. E credo il fatto di avere una brasiliana in squadra - capitan Puttow - abbia facilitato il mio inserimento. Ora sotto con le altre gare perché l’obiettivo è chiaro: rimanere in Serie A”.
Foto: Kendji Visuals
Anita Ferrante
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