Last but not least, in Final Eight c’è anche l’Infinity. Pomposelli: “Traguardo meritato e di tutti”
Last but non least. Con una reazione veemente rispetto all’ultimo turno di campionato e, allo stesso tempo, una conferma rispetto all’andata di Coppa, l’Infinity Futsal Academy estromette dalla corsa il Grisignano e si aggiudica l’ultimo pass per la Final Eight, traguardo centrato per la prima volta dal club.
“Mai pensato ad un risultato tanto eloquente (1-8): considero quella blaugrana una delle squadre più competitive, insieme a CF Scandicci e Boca Junior, ma è stata sicuramente una grande soddisfazione - racconta Arianna Pomposelli -. Dopo aver preso uno “schiaffo” come il 3-2 subito in casa la settimana scorsa, poteva accadere che subentrasse un po’ di ansia e che ci disunissimo. E l’ansia può diventare paura o determinazione: noi siamo state brave a trasformarla in quest’ultima. Siamo scese in campo pensando che ci mancava solo un pezzetto per raggiungere il nostro obiettivo, eravamo troppo concentrate, sentivamo che non ci sarebbe stata partita”.
Good vibes che si sono poi concretizzate nei festeggiamenti finali. “Voglio sottolineare la bellezza del contesto: non c’è mai stata alcuna pretesa. Nessuno ha mai detto “dobbiamo” o “per forza”: c’era solo la consapevolezza di avere tutte le carte in regola per farlo, ma l’obiettivo è stato raggiunto con grandissima umiltà. Intorno a noi non c’erano persone “semplicemente” felici, ma emozionate e soprattutto grate, che è qualcosa di raro e molto bello”.
Leader dell’Infinity nella prossima Final Eight di Serie B, ma anche allenatrice dell’Audace Verona nella Final Four Under 19: ancora una volta, Pomposelli vivrà un doppio ruolo nella competizione di punta dell’anno.
“In entrambi i casi, stiamo costruendo qualcosa di importante, ma dovrò concentrare le emozioni su due cammini distinti. Perché non sono spaventata? Anche se, all’apparenza, dovrò dosare le risorse, avere accanto a me tante persone importanti - da una parte le mie compagne di squadra, dall’altra le mie ragazzine, che alleno e vedo crescere - mi darà ancora più forza. Non sono energie che si dividono, ma risorse che si moltiplicano”.
Vice-capitano, ex Nazionale, giocatrice capace di fare puntualmente la differenza (prova ne sia il gol-partita nel primo round di Coppa col Grisignano): i riflettori della Final Eight saranno inevitabilmente puntati su di lei: “L’unico ko rimediato finora, paradossalmente, ci ha unite ancora di più. Per questo, anche se sento tanta responsabilità, so di non essere mai sola. Condivido quei riflettori con la mia squadra, perché non riesco a pensare in termini individuali: ogni elemento è fondamentale, una spinge l’altra, ci sosteniamo a vicenda. E non è un caso se, per me, i momenti più emozionanti della partita con il Grisignano sono stati l’abbraccio con Lorena Turetta dopo la prima rete, la corsa di Chiara Macinenti che si è lanciata verso di me dopo il suo primo gol stagionale - bellissimo -, il supporto costante di tutto lo staff in ogni situazione, e il vederci unite dal primo all’ultimo minuto, come fossimo una cosa sola. Sono piccoli gesti che raccontano bene che - ora più che mai - siamo un gruppo coeso”.
Dalla parentesi di Coppa, di nuovo spazio al campionato. “Ma senza buttarci a capofitto. La mentalità vincente - quella “alla Alcaraz”, che con un trofeo in mano sta già pensando alla prossima gara - è sicuramente importante nello sport, penso però che sia altrettanto giusto vivere il presente e gioire dei successi. Poi, è certo che a Prato andremo per fare la nostra partita: col Grisignano abbiamo perso tre punti pesanti, fortunatamente nella sfida meno importante delle tre ravvicinate - sottolinea Pomposelli -, ma ora mettiamo nel mirino quelli in palio in Toscana. La felicità per quanto ottenuto sarà una motivazione in più ma ci faremo trovare pronte per un’altra sfida da non sottovalutare”.
Foto: Federica Arca
Anita Ferrante
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