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Sara Boutimah vuole lasciare il segno: "Il CMB è la mia nuova sfida, come atleta e come persona"

 05/02/2026 Letto 280 volte

Categoria:    Femminile
Autore:    Redazione
Società:    CMB




Mano di Fatima. Avete presente quel simbolo a forma di mano con un occhio in mezzo? Rappresenta un auspicio di cose buone e allontana il malocchio secondo la credenza dei paesi nordafricani. Ci sarebbe molto da dire sul suo simbolismo ma a me basta sapere che no, non si compra in autonomia, va regalato. Un po' come il su coccu sardo. Non ricordo esattamente che anno fosse, ma ricordo benissimo che da quel momento di qualche anno fa, uno dei miei ornamenti preferiti è proprio la mano di Fatima.
Ciondolo arrivato direttamente dal Marocco, terra di profumi, colori e della famiglia di Sara Boutimah. Ricordo lo stupore e la gratitudine perché proprio non mi aspettavo un dono del genere. Forse era proprio il 2018, anno di una delle belle interviste dedicate ai personaggi del futsal che venivano realizzati dalla redazione di AGS. La protagonista era proprio Sara Boutimah.

In termini sportivi, quasi un'epoca fa. In termini "Boutimahistici" più o meno l'altro ieri. Si, perché ai tempi, Sara già competeva ad alti livelli nel futsal nazionale. Da allora, di acqua sotto i ponti ne è passata ma l'entusiasmo, la classe e la determinazione sono ancora fresche e vive. Vivissime.
"Guardandomi indietro e pensando al futuro… Sara ha fatto tutto ciò che desiderava?". Da questo quesito che, oggi, riparte la sua storia narrativa, ricchissima di avvenimenti da incorniciare. 
"Bè - afferma con orgoglio - posso dire di sì: ho fatto e sto facendo esattamente quello che sognavo. Nel 2018 dicevo che volevo gettare le basi per continuare a giocare e vivere di futsal, e oggi mi rendo conto che quelle basi non solo sono state messe, ma sono diventate qualcosa di molto più solido. Non credo però di essere “arrivata”.

Vittorie, ruolo chiave e miglior marcatrice di sempre della Nazionale approdata ai mondiali, prima giocatrice di futsal ad essere insignita del premio "Sissy Trovato Mazza" come "Miglior calciatrice femminile futsal" al Gran Galà del Calcio Adicosp Woman. Potrebbe essere appagante sì, ma non saziante.
"Credo di essere nel posto giusto del mio percorso. Ho ancora fame, curiosità e voglia di migliorarmi, come atleta e come persona. So chi sono oggi, so cosa posso dare a una squadra e so anche che il mio futuro voglio continuare a costruirlo dentro questo sport, con ambizione ma anche con equilibrio. Dove voglio andare? Voglio continuare a essere una giocatrice che lascia qualcosa nei posti in cui passa, dentro e fuori dal campo. E voglio togliermi ancora qualche soddisfazione importante".

Chiaro e limpido il pensiero della fermana che, da gennaio, salutato il Tikitaka, ha abbracciato i colori del CMB. Una scelta lampo la definisce lei, protagonista assoluta con qualunque casacca addosso.
"È stata una decisione presa molto di pancia - commenta la numero 6 -. Sentivo il bisogno di inserirmi in un contesto diverso, di uscire dalla mia zona di comfort e di affrontare una nuova sfida. Non è stato un cambio “contro” qualcosa, ma “per” qualcosa".

La freccia è puntata sempre in alto, un po' come la pubblicità del Supradin. Arrivare a metà campionato in una squadra che, come lei, punta sempre in alto, potrebbe essere allo stesso tempo naturale e complicato. Il piatto della bilancia pende dal lato della naturalità.
"Mi sono inserita molto bene, anche grazie al gruppo. Ho trovato uno spogliatoio sano, molto disponibile. Le dinamiche sono positive, c’è rispetto e c’è la volontà di aiutarsi, che non è mai scontata.
Io cerco di portare quella che sono: personalità e esperienza. Ne ho vissute tante, belle e difficili, e penso che questo possa essere utile nei momenti delicati delle partite e della stagione. In campo provo a dare equilibrio, presenza e affidabilità".

Una partenza in corsa subito a segno più, con l'ultima gara giocata, da ex, contro il Citta di Falconara. L'andazzo della gara era abbastanza chiaro da subito ma è servito tutto il primo tempo per arrivare a segnare il primo gol. Poi, intervallo e cambio di paradigma dettato da una unica indicazione: "Ci siamo dette soprattutto di restare calme. Sapevamo che stavamo facendo noi la partita, ma ci mancava qualcosa negli ultimi metri. Non è stato stravolto nulla a livello tattico: è cambiato l’atteggiamento sotto porta, la cattiveria, la convinzione. Siamo entrate nel secondo tempo con più determinazione e con la voglia di portarla a casa. Questa vittoria conta come le altre affrontate fino ad ora. Falconara è sempre un campo difficile per chiunque e vincere lì dà fiducia, consapevolezza e forza al gruppo. È un segnale importante per il nostro percorso" .

Un altro segnale, un'altra tappa, un altro risultato è quello che si vorrà raggiungere sabato nella gara casalinga contro il Bitonto, al cospetto di tutti gli affezionati del PalaSaponara. "
Mi aspetto una partita durissima - commenta Boutimah - contro una squadra fortissima e molto organizzata. Sappiamo che servirà una prestazione di grande sacrificio, attenzione e personalità. Per noi sarà fondamentale l’approccio: dovremo essere brave a restare dentro la partita per tutti i quaranta minuti, senza cali di attenzione. Giocare ormai “in casa” mi fa stare bene. Il pubblico mi ha colpita subito: è caldo, presente, partecipe. Si sente - conclude - quando la gente ti spinge e ti accompagna nei momenti difficili della gara".


Foto: Imatjon 
Federica Lattanzio





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