Solarity, la fiducia di Stuffo: “Siamo un gruppo giovane, il tempo giocherà a nostro favore”
Capire a che punto si è, migliorare quel che non va. La sconfitta contro l’Infinity, maturata al termine di una gara dai due volti tra le mura amiche di Talamona, lascia alla Solarity indicazioni chiare per raddrizzare velocemente il tiro.
“Domenica siamo entrate un po’ timorose, con l’atteggiamento sbagliato - riavvolge il nastro capitan Silvia Stuffo -. Nel primo tempo non c’è stata sufficiente concentrazione, ma nel secondo si è vista un’altra squadra: siamo riuscite a mettere in difficoltà l’avversaria che fa girare meglio palla all’interno del nostro raggruppamento e, se fosse entrato anche il terzo gol, sarebbe stata ancora più combattuta. Sicuramente sappiamo cosa fare, ma dobbiamo dimostrarlo con continuità”.
Ora la pausa utile per recuperare energie, poi le giallonere faranno visita al Lisondria, neopromossa che finora ha raccolto un solo punto. “Sono una persona sempre molto positiva, ma le partite si vincono soltanto sul campo. Non si parte già battute contro chi ci precede in classifica e non si vince senza giocare contro chi è più in basso. Anzi, sono proprio queste le partite-trappola, quelle in cui si rischiano i cali di concentrazione più bruschi”. Nel frattempo, si lavora agli ordini di Tyta, leader tecnica e "spirituale" del gruppo. “La sua capacità di scindere il ruolo di allenatrice da quello di giocatrice è stata sorprendente, gestisce tutto con la massima naturalezza e ha tanta voglia di trasmetterci tutto quel che sa. È bello vedere quanto creda in noi e nella nostra evoluzione: la squadra che eravamo a settembre non è la stessa di oggi e sarà ancora diversa a dicembre, discorso che vale ovviamente anche per le nostre antagoniste. Ma noi siamo un gruppo nuovo, giovane e con margini di miglioramento: tutti fattori che col tempo giocheranno a nostro favore”.
Una crescita che, in particolar modo nel caso della Solarity, passa anche da ciò che si costruisce fuori dal campo. “Siamo un gruppo sempre molto unito, non solo in allenamento o in partita. Anche le ultime arrivate, con lingue e culture diverse, si sono ambientate benissimo. E dal canto loro sanno farsi voler bene”. Per questo l’appuntamento domenicale al palazzetto è cosa sacra. “Ti aspetti un certo numero di persone e ne trovi sempre gli spalti pieni: qualcuno che è arrivato col passaparola, un vicino di contrada che si è ricordato di una partita importante, qualcuno incontrato il giorno prima sul lungo argine”. Dopo la partita ci si ferma lì. Talamonesi, pugliesi, argentine: un mondo che diventa paese. “Qui è così: si riceve quel che si dà”. E a volte anche qualcosa in più.
Foto: Annalisa Bigiotti
Redazione C5 Live
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