Virtus Cap San Michele, Fedela De Filippis conosce il Nora: "Avversaria che non molla mai, serve ancora più attenzione"
5 esami solo nel mese di febbraio, senza contare le lezioni universitarie e - naturalmente - gli impegni sportivi con la capolista Virtus Cap San Michele. Già a scriverlo, verrebbe da chiedere un “time out”. Per Fedela De Filippis, invece, è tutta adrenalina. “Come faccio? Dormo poco, faccio qualche incubo - ride -, ma si va avanti: penso solo che il 27 febbraio, quando la sessione sarà finita, sarò felice”.
E se fuori dal campo il ritmo è serrato, dentro il parquet non è che sia diverso.
“Ci alleniamo duramente, vogliamo migliorare e divertirci. Ma questo a prescindere dalla classifica, della quale - onestamente - non parliamo mai: quando abbiamo affrontato il Levante, per esempio, non c'era l’assillo del primo posto. L’intento era dimostrare che non eravamo quelle di Coppa: siamo scese in campo solo per far capire di essere più forti, o quanto meno alla pari e ne è uscita fuori una partita bellissima sotto tutti i punti di vista. Compreso il gesto di fair-play di Privitera, che ha ulteriormente impreziosito il posticipo”.
Tornando al presente, per le biancazzurre c’è la sfida interna con la terza forza del girone. “Il Nora è una squadra che mi è sempre piaciuta, perché non molla mai e ogni volta ti costringe a metterci il triplo dell’attenzione. Vengono da un periodo avaro di risultati, ma questo significa solo che avranno ancora più fame. In fondo - continua - il girone di ritorno presenta generalmente maggiori difficoltà: il Foligno, per dirne una, si è rinforzato col mercato invernale, e poi c’è sempre più competizione quando il tempo stringe”.
Fermata da un virus intestinale prima della gara con l’Avezzano, Fedela torna nuovamente al servizio di Berardi e di tutto il suo staff tecnico.
“Questo per me è un anno particolare: dopo aver giocato per 40’ quasi tutte le gare delle ultime due stagioni, il fatto che l’attuale rosa sia più lunga e più attrezzata ha logicamente aumentato le rotazioni, abbassando il minutaggio. Questa non è una critica, anzi è un punto a favore per la nostra squadra, ma - spiega - è cambiata l’ottica con la quale mi approccio alla partita: se prima mi gestivo, ora so che devo entrare già pronta a dare tutto. È una sorta di esercizio mentale, oltre che una sfida personale: devo essere sempre sul pezzo, soprattutto nel secondo tempo, quando è più facile che la stanchezza tolga un po’ di lucidità”.
La logica del “qui e ora”: quella filosofia che porta, con grande concretezza, a concentrarsi esclusivamente sul momento presente. “Oggi abbiamo un punto in più rispetto alla seconda, ma - rimarca De Filippis - per noi è come se non esistesse: ogni domenica scendiamo in campo per fare il nostro, senza aspettarci passi falsi da nessuno. Chi sarà lassù alla fine, sarà chi lo avrà meritato di più delle altre”.
Foto: Antonio Manno
Anita Ferrante
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