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Bacaro: "Montemurro? Lo vedrei bene come presidente della Divisione"

 07/06/2016 Letto 2885 volte

Categoria:    Serie C1
Autore:    Ufficio Stampa
Società:    MIRAFIN





Vincius Bacaro è una delle stelle internazionali del calcio a cinque, uno dei giocatori di maggior talento che questo sport abbia prodotto negli ultimi anni. Il suo nome è legato alla vittoria del campionato Europeo dell'Italia nel 2003 e non solo.

 

CURRICULUM - Il curriculum, tanto per ricordarlo, è da autentico numero uno: tra le altre cose ha vinto 2 campionati spagnoli, 2 coppe e 2 supercoppe di Spagna, 1 Coppa Uefa con l'Interviù Madrid, 2 Coppe Italia con la Lazio. Con la nazionale, 46 partite e 24 gol, tante prodezze e gol spettacolari in giro per il mondo. Nel 2003 è stato giudicato miglior giocatore d'Europa ed è stato eletto terzo migliore al mondo nel 2004 dopo i mondiali di Taipei. E poi tutta una serie di trionfi, l'ultimo con la Mirafin neopromossa in serie B.

 

BACARO - Bacaro è un campione di prima grandezza e si gode l'ennesimo successo con la semplicità e l'umiltà di sempre: "Sono felice, ogni vittoria ha un sapore speciale ed è importante - dice l'ex nazionale azzurro -. Questo successo lo condivido con tutta la squadra, il gruppo, l'ambiente della Mirafin. Ma sapete come sono fatto: io guardo sempre avanti. Il calcio a 5 è la mia vita, lo è sempre stato, ho avuto tanto da questo sport ma ho dato altrettanto e vorrei continuare anche dopo aver smesso l'attività agonistica. Intanto continuo a giocare, ma penso anche ad un futuro perché tutti i cicli prima o poi finiscono. Da un anno ho iniziato a lavorare anche nel mondo finanziario e assicurativo e devo dire che mi sto prendendo delle belle soddisfazioni. Credo che i ragazzi che giocano per anni nei campi di calcio a cinque debbano imparare a pensare di più a loro stessi, e che dovranno tutelarsi sia per il presente che per il futuro. Su questo progetto sto credendo fortemente e mi piacerebbe potesse andare avanti come è già successo in Spagna.

 

IL PENSIERO - Tutto cambia nella vita, bisogna sempre farsi trovare pronti al momento del cambiamento" - dice Bacaro con un sorriso. Tornando al calcio a cinque, allora, visto che hai intrapreso anche nuove esperienze da manager, perché non portare la tua esperienza in ambito federale magari in nazionale con un ruolo di primo piano? "Purtroppo vedo che in nazionale non esiste spazio per chi ha vestito per anni la maglia azzurra con lealtà, di questo sono molto rammaricato". In vista delle prossime elezioni federali, credi in una continuità o nella necessità di una svolta alla presidenza della divisione ? "Ho sentito molto parlare in questi giorni di una possibile candidatura alla presidenza di Andrea Montemurro, l'ho letto anche sui giornali. Conosco Andrea Montemurro e penso che in questo momento, in prossimità di una svolta così radicale, sarebbe l'uomo giusto al posto giusto. So con quale entusiasmo e serietà porta avanti i suoi progetti, se dovessi indicare un nome per un cambiamento direi che Montemurro sarebbe perfetto. E' un vincente, è innamorato di questo sport, l'ho avuto alla Lazio prima da Direttore Generale e poi da presidente. Lo conosco bene, sono convinto che sarebbe un ottimo presidente perché punta molto sulla comunicazione, sulla visibilità, investe tanto anche sugli uomini, sull'organizzazione e sul rispetto dei ruoli. Non ho mai visto nessuna squadra organizzata e forte mediaticamente come la sua Lazio, in quella stagione avevamo una visibilità che mai ho visto nel calcio a 5: basti pensare che io stesso fui nominato testimonial di Amref, e che fummo ricevuti con tutta la squadra dal sindaco e dall'assessore allo sport di Roma e addirittura da un ministro dopo aver vinto la coppa Italia. Per non parlare delle radio, dei giornali e delle televisioni che ci seguivano e stimolavano anche: essere seguiti e considerati così tanto ci dava enorme soddisfazione. Ricordo quando siamo andati alla Domenica Sportiva sulla Rai in diretta, solo per citare un episodio”. Un grande attestato di stima da un grande campione del calcio a 5: "Io amo questo sport e i fatti credo lo dimostrino. E' arrivato il momento che il calcio a cinque possa anche andare incontro al cambiamento. Spero che questo sport cresca ancora, conquisti nuovi spazi di visibilità e di prestigio. Tutti i cicli sono destinati a nascere e a finire: ecco, sarebbe bello che iniziasse un nuovo percorso anche in questo sport, di sviluppo e miglioramento ulteriore partendo dalla base che già esiste. Attenzione, ho vissuto e sono stato protagonista in campo da quindici anni a questa parte, conosco bene ciò che è stato fatto negli ultimi anni, so cosa è stato fatto e cosa no. Dopo tanti anni, forse si sono create le condizioni per arrivare al momento di pensare ad un nuovo percorso". E allora, a precisa richiesta sul nome nuovo da fare per un cambiamento, mi pare che tu non abbia dubbi: "No, infatti. Se mi chiedete un nome da indicare per un cambiamento, dico che il nome di Andrea Montemurro è quello giusto. Se il mondo del calcio a 5 vorrà cambiare, credo che Montemurro sarà l'uomo giusto su cui puntare per acquisire quel salto che manca anche in termini di considerazione, visibilità e attenzione" .

 

Fabrizio Allori

*redazionale pubblicitario




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