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Coronavirus, Tombesi: "Il futsal subirà un brusco ridimensionamento"

 03/04/2020 Letto 289 volte

Categoria:    Serie A2
Autore:    Ufficio Stampa
Società:    TOMBESI ORTONA





Il presidente Alessio Tombesi si confida in un’intervista sulla pagina facebook del club abruzzese, in pieno lockdown da Coronavirus.

I sei brasiliani del roster tombesi 2019/2020 sono già andati via: è il segnale inequivocabile che la società guarda già alla prossima stagione?
"I ragazzi brasiliani sono tornati nel loro Paese a causa dell’emergenza sanitaria scoppiata, in Italia, prima e in maniera più fragorosa rispetto al Brasile. Di comune accordo, abbiamo preferito che, insieme alle loro famiglie, anticipassero il rientro, anche considerando il fatto che non c’è tuttora la certezza che il campionato venga portato a conclusione. Voglio ringraziare tutti i ragazzi per la loro professionalità e l’attaccamento alla nostra società in questa sfortunata stagione. In particolar modo, saluto Silveira, Adami e Piovesan, che sono stati grandi protagonisti di queste tre stagioni e hanno contribuito a scrivere la storia della Tombesi, con la promozione dalla serie B alla A2 nel 2018".

Guardando alla crisi economica che questo coronavirus sta inevitabilmente generando, sei più preoccupato, da presidente, per il futuro del calcio a 5, o da imprenditore, per il futuro dell'italia?
"Sicuramente sono due preoccupazioni che viaggiano in parallelo. Oggi mi preoccupa sinceramente di più il futuro delle aziende italiane, perché sono convinto che dopo aver superato la crisi sanitaria ci sarà da confrontarsi con quella economica, che potrebbe essere davvero difficile da superare. Passando al calcio a 5, penso che il nostro sport subirà, per i prossimi tre anni, un significativo ridimensionamento, dal punto di vista economico e, di conseguenza, della qualità dei roster. Leggo tanti articoli di addetti ai lavori su come concludere la stagione attuale, ma io sinceramente mi preoccuperei di come si possa programmare il prossimo campionato, visto che fra tre mesi circa le società dovranno già perfezionare le iscrizioni. In queste condizioni, sono sinceramente pessimista sul fatto che si possano raggiungere i numeri degli iscritti degli ultimi anni, e penso soprattutto a quelle società che non sono rappresentate da imprenditori, ma si basano su sponsorizzazioni. Trovare sponsor nei prossimi mesi sarà piuttosto difficile".

Oltre alla prima squadra, ci sono il settore giovanile e la scuola calcio, che mai come quest'anno hanno regalato soddisfazioni alla Tombesi. La società punterà forte sui suoi giovani anche per il futuro? cercherà di recuperare il terreno perduto già in estate, se il virus ovviamente dovesse darci un po' di tregua?
"Quest’anno abbiamo certamente alzato l’asticella del nostro settore giovanile, creando un movimento più ampio che coinvolge i ragazzi della nostra città, ma anche di altri centri vicini. Avevamo in programma tante iniziative, per quanto riguarda la scuola calcio, che purtroppo abbiamo dovuto sospendere e che sicuramente riprogrammeremo quest’estate. Sui campionati under 17 e under 19, vale il discorso di prima, e cioè che al momento non abbiamo alcuna certezza sul fatto che essi verranno conclusi. Penso che la crescita del settore giovanile dimostri chiaramente quali siano le idee della società per il futuro, ossia lavorare sui ragazzi, e parlo in particolar modo degli under 19 e under 17, in maniera tale che, tra due/tre anni, siano pronti a giocare in prima squadra. In questo momento abbiamo già alcuni ragazzi quasi pronti, secondo il mio parere, per affrontare un campionato di A2, ma è normale che dovranno essere aiutati da almeno 4/5 elementi di esperienza e di categoria, affinché il loro percorso di crescita non sia vano. Questa scelta della società ha alla base, da un lato, l’esigenza di abbassare i costi, dall’altro, la volontà di responsabilizzare i nostri ragazzi per farli crescere, prima, come uomini, e poi, come calcettisti".

Che effetto ti fa vedere ortona deserta? avresti mai immaginato nella vita di vivere una situazione del genere?
"Ovviamente no, non lo avrei mai immaginato, come penso nessun altro. Non nascondo che alcune volte mi prende una particolare commozione nel tornare a casa e vedere le strade vuote, i negozi, i bar e i ristoranti chiusi… sembra di essere in coprifuoco. Soprattutto, la cosa che mi rattrista di più è di non vedere gli amici e condividere con loro emozioni, battute e opinioni. Ci vorrà del tempo, ma sono sicuro che noi ortonesi ne usciremo tutti insieme, perché siamo una comunità che non si è mai tirata indietro dinanzi alle difficolta e vinceremo anche questa battaglia".

Il nostro vicepresidente, nicola barone, è attualmente chiuso in casa, a villa caldari, dichiarata “zona rossa”. In particolare in quella frazione di Ortona ci sono stati morti e parecchi contagiati, vuoi chiudere rivolgendo a loro un saluto e un augurio?
"Innanzitutto, voglio porre le mie più sentite condoglianze a tutte le famiglie che hanno perso i loro cari: a loro va il mio personale affetto e quello di tutta la società della Tombesi. Invio un sincero abbraccio al nostro vicepresidente, al mio più caro amico, Nicola, che purtroppo da 15 giorni è chiuso in casa perché residente nella “zona rossa” di Caldari. Finita questa pandemia, ci riuniremo in societa perché in questi giorni ho valutato delle iniziative e anche delle scelte che potremmo portare avanti, con l’intento di cancellare certi campanilismi stupidi, che non hanno più ragione di esistere. In questo periodo, lo sport dovrebbe dare un senso di aggregazione e sarebbe bello se una società che milita nel campionato nazionale di A2 portasse sulla propria maglia non solo il nome di Ortona, ma anche quello di Caldari".




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